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E' bastata una partita di calcio
Ho guardato la partita in diretta TV e dopo 90 minuti di gioco il campo dello stadio di Ramat Gan era bello verde e pulito come all'inizio, niente bottiglie di plastica, niente bicchieri ne' biglie di metallo, niente rotoli di carta igienica, niente striscioni offensivi verso la squadra avversaria, solo bandiere, tante bandiere, israeliane e irlandesi.
Tutto era perfetto, nemmeno una cartina grande come un coriandolo che deturpasse le zolle erbose dello stadio.
Durante la partita non ho visto fuochi, ne' fumo, ne' seggiolini divelti ma solo spettatori ora preoccupati , ora felici ed esultanti, famiglie con bambini che gridavano per sostenere la loro squadra a cavalcioni sulle spalle dei grandi per vedere meglio.
I tifosi israeliani sanno comportarsi in modo civile, andare allo stadio e' una gioia non un pericolo e questa e' una regola non un'eccezione.
Suan non e' stato offeso dai tifosi ma da tifosi, cioe' dall'eccezione, da quelli considerati i piu' focosi di tutta Israele, spesso incivili, facenti parte di quella famiglia di cretini la cui madre e' sempre incinta.
Si sa che la guerra non rende amici e purtroppo lo hanno appurato quegli israeliani che si sono avventurati nei territori palestinesi e ne sono tornati cadaveri neanche tanto interi.
Gli arabi israeliani non vengono mai aggrediti ma , considerata la partecipazione attiva di alcuni di loro agli attentati terroristici, si puo' capire, pur se non giuistificare, l'astio generalizzato di alcune teste calde nei loro confronti. Gli israeliani, cui nulla viene perdonato e nulla viene mai riconosciuto, reagiscono come tutti gli esseri umani alla tensione della guerra, chi con rassegnazione, chi col dolore e la depressione, chi con rabbia.
In Israele tuttavia non esiste la discriminazione nello sport, ebrei, arabi, drusi giocano a calcio insieme senza nessun problema. Normale no? Certo, cosi' deve essere ma non mi risulta che nelle squadre di calcio dei paesi arabi giochino ragazzi ebrei o cristiani.
Quei pochi e incivili tifosi che in passato hanno insultato Abbas Suan sono pero' ancora alla Scuola Materna rispetto a certi tifosi italiani ed europei, plurilaureati in violenza e razzismo, odio e furore.
Non dimentichiamo la vergognosa storia dell'Udinese quando, dopo averlo accettato, rifiuto' l'ingaggio di Ronnie Rosenthal, ebreo e israeliano, in seguito alle proteste dei tifosi e alle scritte comparse sui muri di Udine " Juden Rauss, niente ebrei in squadra".
La penosa scusa dei dirigenti dell'Udinese fu che Rosenthal aveva le vertebre storte.
Fu acquistato dal Liverpool, gioco' 25 partite in un anno e fece 18 goal , altro che vertebre storte. Il manager del Liverpool lo defini' il miglior giocatore della squadra, Ronnie divento' l'idolo del Liverpool e molti vorrebbero che figurasse nella sezione "leggende" della squadra.
Ricordiamo anche i vari insulti "ebrei "o "negri" che gridano i tifosi dagli spalti italiani e i versacci scimmieschi accompagnati da uhhhhhhhh quando giocava Gullit.
Non dobbiamo sottovalutare l'odio e la violenza tra le squadre del sud contro quelle del nord e viceversa, i vari "Forza Etna", gli insulti, i motorini gettati in campo, i morti, i ragazzi accoltellati piu' o meno gravemente. Le automobili rovesciate, la guerriglia urbana.
Il massimo fu pero' raggiunto alla fine degli anni 70 a Varese, partita di basket tra Mobilghirgi Varese- Maccabi Tel Aviv. Fu il delirio dell'odio antisemita.
Lo striscione piu' grande, lungo molti metri e sistemato nel bel mezzo del Palazzetto, diceva "Adolf Hitler ce l'ha insegnato, uccidere gli ebrei non e' reato", e altri di accompagnamento:
"Ebrei = saponette", "10-100-1000 Mauthausen" .
Il tutto in un turbinio di bandiere naziste e svastiche da tutte le parti.
In una partita Roma-Lazio lo striscione piu' in vista era: "Auschwitz e' il vostro paese, il crematorio la vostra casa".
In Olanda quest'anno e' stata sospesa una partita perche' i tifosi insultavano pesantemente l'arbitro di origine ebraica.
In tutta Europa il fenomeno del razzismo ha assunto aspetti preoccupanti e lo sport, anziche' esserne esente, fa la parte del leone come ha denunciato piu' volte la FIFA preoccupata per quello che accade negli stadi e nei campi da gioco europei.
Credo che , alla luce di questo triste e vergognoso aspetto dello sport europeo, i media italiani abbiano preferito ipocritamente guardare la pagliuzza negli altrui occhi pur sapendo di avere i propri pieni di travi!
Suan ha fatto un bellissimo gol, ha mandato Israele in visibilio e lo ha dedicato "A tutto il popolo di Israele, ebrei e arabi" perche' Suan, musulmano, e' orgoglioso di essere israeliano tanto che, quando gli hanno chiesto se ripetera' la sua performance anche martedi' contro la Francia, la sua risposta " tutta ebraica" e' stata "Beezrat ha Shem"(con l'aiuto del Nome), non "inshallah".
Chi conosce lo sport israeliano ed e' stato spettatore negli stadi o nei Palazzetti di Israele non puo' che ammirare la civilta' di tifosi e giocatori che non diventano mai divi perche', al di fuori dell' impegno nello sport, non vengono loro richieste altre prestazioni essendo Israele sprovvisto di "veline, letterine" e quant'altro.
Il grande Dino Meneghin racconta:
"La prima volta che giocai in Israele era il 1967, si giocava a Tel Aviv e il Palazzetto non era coperto. Prima della partita fecero entrare i piloti che avevano combattuto la Guerra dei 6 giorni. In quel momento capii cosa era Israele....Nel 1977 perdemmo la finale contro il Maccabi ed ero incazzato nero , dopo pero' vidi i tifosi israeliani ballare, cantare e piangere dalla gioia e allora sono stato felice per loro e per Israele. Da allora avro' giocato almeno altre 20 volte a Tel Aviv ed e' sempre stato bellissimo andarci".
Deborah Fait
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Pakistan
Il Pakistan ha catturato un esponente di al Qaeda, "super ricercato", sul quale gli Stati Uniti avevano posto una taglia di 25 milioni di dollari. Lo ha annunciato un membro del governo pachistano alla Cnn. L'uomo è il principale sospettato per gli attentati dell'agosto 1998 contro le ambasciate americane in Kenya e Tanzania, che causarono 225 morti e mdi dollari. Lo ha annunciato un membro del governo pachistano alla Cnn. L'uomo è il principale sospettato per gli attentati dell'agosto 1998 contro le ambasciate americane in Kenya e Tanzania, che causarono 225 morti e migliaia di feriti.
Dopo la Telekom ora vogliono affossare la Mitrokhin"
Fragalà: "Dopo la Telekom ora vogliono affossare la Mitrokhin" L’opposizione ha tentato di sabotare la Commissione d’indagine sullo spionaggio russo in Italia (meglio nota come Mitrokhin) e lo ha fatto per mano del senatore diessino Massimo Brutti. Per comprendere meglio la vicenda L’opinione ha intervistato Enzo Fragalà: capogruppo di An in commissione Mitrokhin. Come dovrebbe reagire il presidente Guzzanti? Quindi? Che vuol dire? A che è servita l’operazione?
di Ruggiero Capone
La Commissione Mitrokhin non può perdere neppure un istante, per dare quel doveroso seguito all’attività d’inchiesta fin qui svolta. Per evitare di allungare la catena delle complicità, dei rinvii, dei silenzi, delle omissioni, degli insabbiamenti e dei depistaggi. Ho chiesto al presidente della Commissione, Paolo Guzzanti, di non acconsentire al tentativo di censura dei nostri lavori, messo callidamente in opera dal senatore Massimo Brutti. Sono certo che Guzzanti trasmetterà il Rapporto di sintesi dell’inchiesta della Commissione all’Autorità Giudiziaria, e consentirà immediatamente alla Commissione intera di pronunciarsi con la discussione ed il voto sul documento.
Ho chiesto che il rapporto venga doverosamente trasmesso alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, nonché alla Procura Militare della presso il competente Tribunale Territoriale. Unica soluzione, dopo aver ricevuto ed attentamente esaminato il Rapporto sull’attività istruttoria sin qui svolta dalla Commissione Mitrokhin, e sul particolare tema dell’inchiesta relativo alla gestione dell’operazione Impedian da parte del Sismi.
I servizi segreti se ne sono lavati le mani. La lunga attività d’inchiesta della Commissione ha verificato che, dal 30 marzo ‘95 fino a tutto il ’99, non fu svolta alcuna attività operativa di controspionaggio e ricerca delle risultanze. Il Sismi ha chiaramente tradito la sua legge istitutiva, omettendo di relazionale al Cesis (come previsto da legge) sul contenuto di Impedian. Quindi il Sismi ometteva di dare comunicazione al ministro della Difesa sulla questione. L’allora presidente del Consiglio, Lamberto Dini, venne informato in maniera fuorviante: omisero di dirgli che due suoi sottosegretari erano presenti con due schede nel dossier Mitrokhin. A Prodi venne data una informativa talmente sintetica e superficiale che lo stesso disse ufficialmente che non era stato completamente informato. La stessa cosa avvenne per D’Alema. I casi sono due: o i direttori del Sismi volevano assecondare il quadro comunista dell’epoca, e con chiaro fine di non mettere in imbarazzo i governi, o hanno tenuto bordone ai politici che sapevano tutto, e lo avrebbero fatto sostenendo di non averli informati.
L’iniziativa politica messa in opera dal senatore diessino Massimo Brutti ha come scopo che le risultanze dell’attività d’inchiesta della Commissione non vengano rese pubbliche attraverso l’informazione della libera stampa. Ecco perché ho chiesto di convocare, con la massima tempestività, il plenum della Commissione, per discutere e deliberare sul contenuto del rapporto. Di modo che con il voto della Commissione lo stesso rapporto sia trasmesso ai Presidenti delle Camere, reso noto all’intero Parlamento e divulgato alla pubblica opinione: così come impone il principio di trasparenza, fondamentale cardine della nostra democrazia.
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Carenza d’acqua e d’energia mettono a rischio lo sviluppo
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La Cina produce ed esporta inquinamento "da carbone"
Rafiq Natshe
Così muore un piccolo palestinese
di Aldo Torchiaro
Un giovane palestinese di 15 anni è rimasto ucciso ed altre cinque membri della sua famiglia sono stati feriti ieri a Beit Hanun, nell’area della striscia di Gaza. Ma l’esercito israeliano non c’entra nulla. Jamil Za’anun, studente modello, proviene da una famiglia di medici. Hanno una villetta con giardino, dove abitano, con i genitori, tre figli. Nella mattinata un gruppo armato, affiliato alle Brigate dei Martiri di Al Aqsa, si avvicina alla casa degli Za’anun. I terroristi non conoscono neanche i proprietari, ma decidono di puntare un lanciarazzi Kassam proprio lì, per tendere un agguato agli elicotteri israeliani in sorvolo. La famiglia Za’anun esce al completo. Sanno che la legge israeliana prevede l’abbattimento delle case che ospitano installazioni dei terroristi. Protestano con forza. Ne nasce una colluttazione con il gruppo armato. Il giovane Janin prende una pietra e la scaglia contro il leader del commando. I terroristi impugnano le armi da fuoco. Ma non solo: trovandosi con un mortaio carico, decidono di puntarlo sulla casa degli Za’anun e di fare fuoco. Janin muore sul colpo. Tutti i suoi familiari, gravemente feriti, lottano tra la vita e la morte in ospedale, a Gaza. La storia di questo piccolo eroe ci aiuta a capire cosa si sta muovendo nella società palestinese, sempre meno disposta a compromessi con il terrorismo. Le Brigate dei martiri di Al Aqsa sono il braccio armato di Al Fatah. Il commando era sotto gli ordini diretti di Yasser Arafat