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domenica, 07 gennaio 2007


              

Allarme del Codacons sui rincari
OTTO MILIONI DI FAMIGLIE SUBIRANNO LA CRISI DELLA ''QUARTA SETTIMANA''
L'associazione dei consumatori, inoltre, ha previsto una maggiore spesa, pari a 1.000 euro annui, anche per l'incremento reale dei prezzi in vari settori (alimentare, ristorazione, istruzione, svago e divertimenti).

Daniela Saltutti


Quest'anno «almeno 8 milioni di famiglie saranno colpite dalla crisi della quarta settimana». Lo sostiene il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, che prospetta «un 2007 nero per le famiglie italiane, il cui potere d'acquisto subirà un ulteriore depauperamento a causa dell'annunciata stangata e dei rincari che si verificheranno in tutti i settori».
A peggiorare sarà la situazione di tutte le categorie, ma in particolare quella dei pensionati che, secondo l'associazione dei consumatori, perderanno oltre il 14% del loro potere d'acquisto. Non se la passeranno molto meglio gli operai (-7%9, e gli impiegati (-5,66%). Ad essere meno toccati saranno invece i dirigenti (-1,5%).
Il Codacons ha calcolato la riduzione del potere d'acquisto nel 2007 considerando «una media di aumenti pari a 500 euro per famiglia, determinata dai rincari nelle tariffe (luce, gas, acqua, autostrade, treni, banche e rc auto) e dalle nuove tasse introdotte dalla Finanziaria».
L'associazione dei consumatori, inoltre, ha previsto una maggiore spesa, pari a 1.000 euro annui, anche per l'incremento reale dei prezzi in vari settori (alimentare, ristorazione, istruzione, svago e divertimenti).
Tra gli aumenti che fioccano, anche le addizionali. In Sicilia aumento dell'Irap dal 4,25 al 5,25% e dell'Irpef, dallo 0,9 all'1,4%. Aliquote invariate, invece, in Calabria.
Sono dieci, sulle 19 totali più le province autonome di Trento e Bolzano, le Regioni che sono finite in esercizio provvisorio non avendo approvato la propria legge di bilancio entro il 31 dicembre scorso. Lo rileva un'analisi del «Sole 24 ore» sulla situazione delle Finanziarie regionali. Le regioni che non sono riuscite ad approvare il bilancio nel termine previsto sono Piemonte, Liguria, Veneto, Marche, Umbria, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.
Hanno invece rispettato la scadenza di fine anno Valle d'Aosta, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania e le province autonome di Trento e Bolzano.
L'esercizio provvisorio, che non può superare i quattro mesi, consente alle amministrazioni regionali di spendere ogni mese solo i «dodicesimi» delle somme spese l'anno precedente per lo stesso intervento.

Postato da: Liberali a 00:28 | link | commenti (7) |


Commenti
#1    26 Febbraio 2007 - 00:36
 
Portiamo avanti la nostra idea liberale.

Matteo Giugno

plri.splinder.com
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#2    02 Marzo 2007 - 22:20
 
OK PORTIAMOLA AVANT LA NOSTRA IDEA LIBERALW MA SUL SERIO E DOBBIAMO ESSERE TANTI..............!!!!!!!!!
utente anonimo

#3    11 Maggio 2007 - 00:12
 
Io sono più per il "mettetevi un cappio al collo, ma in tanti"...
utente anonimo

#4    09 Dicembre 2007 - 21:17
 
A tutti coloro che si sentono liberali, ma anche a chi si sente centrista - non democristiano, repubblicano, progressista, edonista ed illuminista, rendo ivi noto uno dei siti del Partito Illuminisa .
Scentete in campo insieme a noi: rapporziamo la forza e la cultura liberale in Italia e nel resto del mondo .
utente anonimo

#5    09 Dicembre 2007 - 21:18
 
http://partitoilluministaunitario.blog.tiscali.it

Il partito dei meritocratici .
utente anonimo

#6    07 Luglio 2008 - 23:08
 
Salve ti segnalo i link dei nostri Blog se sie interessato ad uno scambio link fammi sapere Angelo & C.:

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utente anonimo

#7    24 Ottobre 2009 - 16:57
 




Gentilissimi Liberali,

vi presento i miei migliori riguardi.

Mi rivolgo a Voi pregandovi di prendere in considerazione quella che potrebbe essere una scoperta in campo sociopolitico di tutto rispetto ed una strategia di rinnovamento del nostro Paese avente buone speranze di successo.


Vi prego, permettetemi la seguente sintesi:

1) Lo Stato italiano, sarebbe a dire l'accentramento di potere nelle mani di una immutabile ed inamovibile Elite monarchica, è stato sostituito 63 anni fa dalla Repubblica. Riformulo: lo Stato italiano non esiste più da quando è stata dichiarata la Repubblica. La parola Stato è da tempo fuori luogo per indicare la nostra Repubblica. Per Stato s'intende infatti il governo di una statica Elite autoritaria. Per Repubblica s'intende al contrario una dinamica gestione collettiva del complessivo Bene Comune. Stato e Repubblica sono di fatto organizzazioni politiche agli antipodi.

2) Pur sopraggiunta la Repubblica, sono però rimasti gli statali. Come niente fosse.


Vi prego, concedetemi di ampliare un momento la visione. Nell'antichità, quando non vi era alcuna sviluppata organizzazione pubblica, il concetto di Repubblica poteva pure limitarsi ad una mera forma di governo, i cui ruoli venivano democraticamente periodicamente redistribuiti. Con il sorgere dell'imponente Funzione Pubblica moderna, il concetto di Repubblica non avrebbe, però, più dovuto prescindere dalla periodica redistribuzione dei suoi stessi ruoli (i quali sono una proprietà collettiva, una autentica res publica) tra la popolazione avente i necessari requisiti e desiderosa di ricoprirli.

Senonché gli unici ufficialmente autorizzati a, perché con poteri tali da, far avanzare la società innanzitutto culturalmente, sarebbe a dire la dottorale compagine di ricerca umanista universitaria (filosofica, sociologica, giuridica, politica, storica, etc.) s'è guardata bene dal concepire e sviluppare queste idee. Innumerevoli "baroni", come sono comunemente definiti per il carattere feudale che contraddistingue il loro ambiente, essendo essi per primi degli statali, si sono fatti esclusivamente i fatti propri, al fine di mantenere il "loro" posto fisso e gli indebiti privilegi connessi.


Ecco: umilmente son qui a presentare l'ipotesi che, chiarendo cosa sia una Repubblica e ricordando che l'Italia lo è, si possa finalmente entrare in un periodo più evoluto della nostra storia. Come già avviene per i ruoli di governo, anche i ruoli della Funzione Pubblica devono essere rimessi al popolo dopo un certo periodo di tempo. Solo in questo modo può avvenire una reale partecipazione popolare e realizzarsi una vera democrazia.

Di vivo cuore vi prego dunque di aiutare quest'idea a diffondersi ed a divenire concreta realtà.

Per un'Italia ed un mondo finalmente liberi dagli statali.

Per delle Repubbliche animate da liberi cittadini.


Vi auguro buonissime cose, ringraziando fin d'ora, molto, per qualsiavoglia feedback vorrete concedermi.


Danilo D'Antonio

Monti della Laga
Appennino Centrale

tel. 339 5014947




http://Societa-Democratica.hyperlinker.org




























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