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Pakistan
Il Pakistan ha catturato un esponente di al Qaeda, "super ricercato", sul quale gli Stati Uniti avevano posto una taglia di 25 milioni di dollari. Lo ha annunciato un membro del governo pachistano alla Cnn. L'uomo è il principale sospettato per gli attentati dell'agosto 1998 contro le ambasciate americane in Kenya e Tanzania, che causarono 225 morti e mdi dollari. Lo ha annunciato un membro del governo pachistano alla Cnn. L'uomo è il principale sospettato per gli attentati dell'agosto 1998 contro le ambasciate americane in Kenya e Tanzania, che causarono 225 morti e migliaia di feriti.
Dopo la Telekom ora vogliono affossare la Mitrokhin"
Fragalà: "Dopo la Telekom ora vogliono affossare la Mitrokhin" L’opposizione ha tentato di sabotare la Commissione d’indagine sullo spionaggio russo in Italia (meglio nota come Mitrokhin) e lo ha fatto per mano del senatore diessino Massimo Brutti. Per comprendere meglio la vicenda L’opinione ha intervistato Enzo Fragalà: capogruppo di An in commissione Mitrokhin. Come dovrebbe reagire il presidente Guzzanti? Quindi? Che vuol dire? A che è servita l’operazione?
di Ruggiero Capone
La Commissione Mitrokhin non può perdere neppure un istante, per dare quel doveroso seguito all’attività d’inchiesta fin qui svolta. Per evitare di allungare la catena delle complicità, dei rinvii, dei silenzi, delle omissioni, degli insabbiamenti e dei depistaggi. Ho chiesto al presidente della Commissione, Paolo Guzzanti, di non acconsentire al tentativo di censura dei nostri lavori, messo callidamente in opera dal senatore Massimo Brutti. Sono certo che Guzzanti trasmetterà il Rapporto di sintesi dell’inchiesta della Commissione all’Autorità Giudiziaria, e consentirà immediatamente alla Commissione intera di pronunciarsi con la discussione ed il voto sul documento.
Ho chiesto che il rapporto venga doverosamente trasmesso alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, nonché alla Procura Militare della presso il competente Tribunale Territoriale. Unica soluzione, dopo aver ricevuto ed attentamente esaminato il Rapporto sull’attività istruttoria sin qui svolta dalla Commissione Mitrokhin, e sul particolare tema dell’inchiesta relativo alla gestione dell’operazione Impedian da parte del Sismi.
I servizi segreti se ne sono lavati le mani. La lunga attività d’inchiesta della Commissione ha verificato che, dal 30 marzo ‘95 fino a tutto il ’99, non fu svolta alcuna attività operativa di controspionaggio e ricerca delle risultanze. Il Sismi ha chiaramente tradito la sua legge istitutiva, omettendo di relazionale al Cesis (come previsto da legge) sul contenuto di Impedian. Quindi il Sismi ometteva di dare comunicazione al ministro della Difesa sulla questione. L’allora presidente del Consiglio, Lamberto Dini, venne informato in maniera fuorviante: omisero di dirgli che due suoi sottosegretari erano presenti con due schede nel dossier Mitrokhin. A Prodi venne data una informativa talmente sintetica e superficiale che lo stesso disse ufficialmente che non era stato completamente informato. La stessa cosa avvenne per D’Alema. I casi sono due: o i direttori del Sismi volevano assecondare il quadro comunista dell’epoca, e con chiaro fine di non mettere in imbarazzo i governi, o hanno tenuto bordone ai politici che sapevano tutto, e lo avrebbero fatto sostenendo di non averli informati.
L’iniziativa politica messa in opera dal senatore diessino Massimo Brutti ha come scopo che le risultanze dell’attività d’inchiesta della Commissione non vengano rese pubbliche attraverso l’informazione della libera stampa. Ecco perché ho chiesto di convocare, con la massima tempestività, il plenum della Commissione, per discutere e deliberare sul contenuto del rapporto. Di modo che con il voto della Commissione lo stesso rapporto sia trasmesso ai Presidenti delle Camere, reso noto all’intero Parlamento e divulgato alla pubblica opinione: così come impone il principio di trasparenza, fondamentale cardine della nostra democrazia.
Il Guzzanti censurato
Su “Il Giornale”, di cui è vicedirettore, il senatore Paolo Guzzanti, fa scrivere: “Se la commissione d’inchiesta si chiama Mitrokhin la sinistra vuole il silenzio stampa”. Apprendiamo così che Guzzanti, dopo le proteste di alcuni ulivisti, ha annullato la conferenza stampa sullo stato dei lavori. Sbaglia la sinistra a mettere la sordina sui propri errori, o sbaglia la destra a lasciarglielo fare?
Epifani bifronte in gita a Boston
di Sergio Menicucci
I sindacati inglesi hanno concluso un accordo con il “Labour party” del leader Tony Blair. I punti della pace saranno inseriti nel programma elettorale del partito al governo. I sindacati tedeschi hanno abbandonato le utopie delle 35 ore ed hanno sottoscritto accordi per lavorare di più in azienda e scioperare meno. I sindacati americani pensano a firmare intese azienda per azienda. Se lo ritengono opportuno scendono in campo apertamente, con trasparenza anche in politica. Finanziano le campagne elettorali anche del Presidente degli Stati Uniti. In genere sono a favore dei candidati democratici.
Da sempre la potente Alf-Cio ha appoggiato i leader del partito dell’Asinello ma in Europa tutti i movimenti che intendevano contrastare il comunismo. A Boston, alla convention che incoronerà John Kerry sfidante di George Bush, c’è anche Guglielmo Epifani. Ospite del sindacato Seiu, il segretario generale della Cgil va in brodo di giuggiole sull’unità della sinistra americana. Nel Massachusetts Epifani accetta tutto: piattaforma politica di un partito, finanziamento del candidato alla Presidenza Usa, capitalismo, politica fiscale basata sulla riduzione delle tasse (grazie soprattutto al repubblicano Reagan).
In Italia è il secondo signor no dopo il “cinese” suo predecessore Sergio Cofferati. Da Boston mobilita i lavoratori italiani non potendo mobilitare e convincere quelli americani. L’Italia delle cento province e degli 8 mila comuni ispira fiducia, ha fiducia in se stessa, nel suo futuro, dice il Capo dello Stato Ciampi. Per la Cgil che vede tutto nero, è invece tutto sbagliato.
LA GRANDE CINA COMUNISTA
CINA
Carenza d’acqua e d’energia mettono a rischio lo sviluppo
leggilo su Asianews
LA GRANDE CINA COMUNISTA
CINA
Allarme ambientale: maree rosse e desertificazione
leggilo su Asianews
LA GRANDE CINA COMUNISTA
La Cina produce ed esporta inquinamento "da carbone"
Rafiq Natshe
Così muore un piccolo palestinese
di Aldo Torchiaro
Un giovane palestinese di 15 anni è rimasto ucciso ed altre cinque membri della sua famiglia sono stati feriti ieri a Beit Hanun, nell’area della striscia di Gaza. Ma l’esercito israeliano non c’entra nulla. Jamil Za’anun, studente modello, proviene da una famiglia di medici. Hanno una villetta con giardino, dove abitano, con i genitori, tre figli. Nella mattinata un gruppo armato, affiliato alle Brigate dei Martiri di Al Aqsa, si avvicina alla casa degli Za’anun. I terroristi non conoscono neanche i proprietari, ma decidono di puntare un lanciarazzi Kassam proprio lì, per tendere un agguato agli elicotteri israeliani in sorvolo. La famiglia Za’anun esce al completo. Sanno che la legge israeliana prevede l’abbattimento delle case che ospitano installazioni dei terroristi. Protestano con forza. Ne nasce una colluttazione con il gruppo armato. Il giovane Janin prende una pietra e la scaglia contro il leader del commando. I terroristi impugnano le armi da fuoco. Ma non solo: trovandosi con un mortaio carico, decidono di puntarlo sulla casa degli Za’anun e di fare fuoco. Janin muore sul colpo. Tutti i suoi familiari, gravemente feriti, lottano tra la vita e la morte in ospedale, a Gaza. La storia di questo piccolo eroe ci aiuta a capire cosa si sta muovendo nella società palestinese, sempre meno disposta a compromessi con il terrorismo. Le Brigate dei martiri di Al Aqsa sono il braccio armato di Al Fatah. Il commando era sotto gli ordini diretti di Yasser Arafat
ITALIANI OCCHIO L'ISLAM VI FREGA di MUHAMMAR GHEDDAFI CLAMOROSA LETTERA DI GHEDDAFI: «I FONDAMENTALISTI VOGLIONO CONQUISTARVI»
