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giovedì, 17 giugno 2004

TANTO PER GRADIRE



"Partiti: dopo i voti arrivano i rimborsi ".


                   


Partiti: dopo i voti arrivano i rimborsi

Per i partiti che hanno partecipato alle elezioni europee è in arrivo una valanga di soldi: oltre 250 milioni di euro. A tanto ammonta, infatti, il totale dei rimborsi elettorali previsto dalla normativa italiana. A beneficiarne saranno tutte quelle formazioni che hanno preso parte alla consultazione. E poichè i contributi vengono erogati a fronte dei voti presi la parte del leone la faranno le liste Uniti per l’Ulivo e Forza Italia.

Alla prima andranno ben 80.726.354 euro, alla seconda 54.508.338,55 euro. Cifre notevolmente più alte rispetto a quelle delle precedenti europee del 1999 visto che nel 2002 i rimborsi sono stati aumentati del 400%.
Soldi che sono una vera manna per le formazioni minori. Per esempio l’Udeur di Clemente Mastella riceverà 3.350.512,55 euro, mentre i socialisti di De Michelis avranno 5.300.810 euro.
Meno soldi, invece, per la Lista Bonino. nel ‘99 otenne oltre l’8% dei consensi e 7.403.989 euro, ora col 2,3% dovrà accontebtarsi solo di 5.825.891 euro.











Postato da: Liberali a 22:35 | link | commenti (1) |

Gli amici della mafia comunista


"Al Qaeda ordina la caccia agli occidentali ".



 


Al Qaeda ordina la caccia agli occidentali


 


'Nel periodo estivo i fratelli, sia singolarmente che in gruppo, devono cercare un americano, un britannico o un occidentale in genere che appartenga a quei paesi che combattono contro l'Islam. Una volta individuato devono preparare un piano adeguato per ucciderlo''. E' questo l'ordine lanciato da Al-Qaeda a tutte le sue cellule sparse per il mondo attraverso il numero 12 della rivista militare Al-Battar. L'ultimo numero della ''guida alla Jihad'' e' stato pubblicato oggi attraverso i siti integralisti islamici .


Il documento della rete guidata da Osama Bin Laden annuncia una nuova strategia che ha come obiettivo l'assassinio di occidentali, soprattutto di quelli che vivono nella penisola araba.

In base a queste indicazioni appare chiaro che quanto accade in Arabia Saudita, dove quasi ogni giorno vengono uccisi singoli occidentali che lavorano nel regno, e' il frutto di una strategia ben precisa. Sembra, infatti, che tutte le cellule siano state mobilitate per questa grande caccia all'occidentale, e gli assalti alle cittadelle petrolifere avvenuti nel mese di maggio fanno scuola. Il messaggio di Al-Battar, pero', non e' indirizzato solo ai terroristi sauditi, ma anche a quelli che risiedono in tutti gli altri paesi del mondo









Postato da: Liberali a 22:34 | link | commenti |

KENYA, UNA STRAGE CHE SI POTEVA EVITARE


"KENYA, UNA STRAGE CHE SI POTEVA EVITARE ".



KENYA, UNA STRAGE CHE SI POTEVA EVITARE


 


Si chiama aflatossina il fungo che sta mietendo vittime nel nord del Kenya, Africa. In sette settimane si stima che abbia ucciso più di 110 persone. L’aflatossina si sviluppa nel mais, specie in quello raccolto troppo secco, molto spezzato e quindi ricco di polveri, e si moltiplica con il favore di sistemi sbagliati di essicazione e di stoccaggio. Per far fronte a una grave carestia, alcune settimane fa il governo kenyano aveva distribuito 10.000 sacchi di mais in quattro distretti. Secondo gli accertamenti ordinati dal ministero della sanità dopo i primi decessi, è risultato che circa l’80 per cento del mais distribuito è inquinato dalla micotossina mortale. Adesso si stanno raccogliendo le scorte rimaste nei magazzini, ma è quasi impossibile ricuperare tutti i sacchi già consegnati alle famiglie. Negli ospedali locali sono ricoverate oltre 200 persone intossicate e si teme che il numero dei morti sia destinato a salire.


 


"Per ridurre il rischio aflatossina – spiega Anna Bono, Direttore del Dipartimento Sviluppo Umano del CESPAS – è necessario seguire metodi di raccolta e di conservazione del mais che richiedono tecnologie adeguate e collaborazione da parte dei produttori": condizioni che anche in Italia non sono facili da realizzare, come dimostra l’aumento delle percentuali di aflatossina M1 riscontrate nel raccolto 2003 di mais destinato all’alimentazione del bestiame”.


 


"Una soluzione efficace è a portata di mano – sostiene Anna Bono – Si tratta di utilizzare mais OGM, geneticamente modificato per resistere agli attacchi delle micotossine. Ma per farlo occorre contrastare gli interessi dei sostenitori delle colture tradizionali e delle ditte produttrici di antiparassitari chimici. Intanto è la popolazione del Kenya a pagare il prezzo della demonizzazione dei prodotti OGM".


 


Per ulteriori informazioni: ANNA BONO - a.bono@cespas.org


 


[ Cespas ]















Postato da: Liberali a 22:34 | link | commenti |

Vescovo caldeo



"Gli attentati a stranieri e irakeni vengono da reti esterne a noi ".



16 Giugno 2004



IRAQ


Vescovo caldeo: vita quotidiana di Baghdad che resiste



Gli attentati a stranieri e irakeni vengono da reti esterne a noi




Baghdad (AsiaNews) – Questa mattina, Ghazi al Talaban, capo della sicurezza per le forniture di petrolio, è stato assassinato mentre viaggiava verso il suo posto di lavoro a Kirkuk. L’ucciso è cugino di Jalal Talabani, leader dell’Unione Patriottica del Kurdistan. Questo è il terzo assassinio di una personalità ufficiale, nell’escalation di violenza che caratterriza l’attesa del 30 giugno, quando ci sarà la transizione al potere dalla coalizione al governo irakeno.


Sabato scorso è stato ucciso il vice-ministro degli esteri Bassam Qubba; il giorno dopo è stata la volta di  Kamal al-Jarrah, del ministero per l’educazione.


L’assassinio di al-Talaban avviene un giorno dopo dell’attentato agli oleodotti di Kirkuk; gironi prima vi sono stati attentati agli oleodotti di Basra e  Khor al-Amaya. Secondo esperti, i due terzi delle esportazioni di greggio dall’Iraq rischiano di fermarsi per almeno 10 giorni. Tale sospensione potrebbe costare all’Iraq circa 60 milioni di dollari al giorno.


AsiaNews ha chiesto a un vescovo caldeo, di descrivere come gli irakeni vedono questa situazione sempre più precaria e violenta. Mons. Jacques Ishaq, 66 anni, è arcivescovo emerito di Arbil,  e vicario generale patriarcale per gli Affari culturali. Come direttore della facoltà teologica interconfessionale Babel, ha contatti con personalità cristiane e musulmane. Mentre egli descrive i tentativi di normalità di quella che egli chiama “la maggioranza silenziosa”, mette anche in luce che tutti questi attacchi “vengono dall’esterno” e mirano a bloccare la modernità e lo sviluppo dell’Iraq.


 


Mons. Ishaq, perché questo attentato a un rappresentante kurdo?


Non solo i kurdi vengono uccisi, ma anche gli sciiti e i sunniti; chi collabora con gli americani - perfino i lavandai – e quelli che non collaborano; quelli che lavorano per l’energia elettrica; quelli che controllano gli oleodotti. Si colpiscono tutti gli elementi che lavorano alla normalizzazione della situazione irakena. Io penso che tutto questo avviene per bloccare lo sviluppo del paese. L’Iraq ha delle possibilità immense dal punto di vista economico, di poter diventare uno stato moderno e ricco. Vi sono coloro i cui interessi sono di bloccare tutto questo. C’è un’influenza straniera, questo è evidente: noi irakeni non abbiamo mai combattuto gli uni contro gli altri. Questi attentati, le auto-bomba vengono dall’esterno dell’Iraq


Ma si parla molto dell’odio verso gli americani, verso gli stranieri…


Sì, ci sono attentati contro gli stranieri, ma voi potete vedere anche soldati americani che aiutano le persone, che giocano coi bambini: non è che tutti i cittadini irakeni, la popolazione li odia. Certo tutti vogliamo la fine dell’occupazione, l’indipendenza, ma non vogliamo uccidere gli americani.


I reportages dei giornalisti dicono che c’è odio verso gli stranieri, ma non è così comune. La maggioranza silenziosa non agisce così. Chi grida appare di più. E vediamo anche che non solo gli stranieri sono presi come obbiettivo, ma anche gli irakeni Hanno ucciso professori universitari, ingegneri, scienziati… La popolazione vuole solo la fine di questo incubo: un Iraq indipendente, ma soprattutto sicurezza, elettricità, tranquillità per organizzare la loro vita.


Come si vive quotidianamente a Baghdad?


Tutte le mattine vado alla facoltà di teologia Babel, guido la macchina da solo, per 20 km. Attorno a me milioni di persone vanno a lavorare. Sappiamo che potremmo incappare in attentati, auto-bombe, cecchini. Malgrado ciò ognuno  fa il suo dovere, andando a lavorare. Io vado al Babel college, alla sede della rivista Stella d’Oriente [centro di pubblicazione della Chiesa caldea – ndr]. Le strade sono piene di vetture e di traffico, la gente va al mercato. Baghdad è grande 60 km di diametro. Vi sono attentati, ma attorno la vita quotidiana resiste. Anche per la messa: la domenica le chiese sono piene. Io servo la parrocchia di san Giorgio e la vita della comunità continua. Stiamo perfino radunandoci per il catechismo ai bambini della prima comunione. L’unica cosa è che la sera si cerca di non uscire di casa. Ma se qualcuno ha un lavoro, esce anche alla sera. La vita, nonostante tutto, va avanti, deve andare avanti.


Quali sono gli ostacoli che vive la chiesa nella vita quotidiana?


Non vi sono ostacoli speciali per i cristiani: viviamo le stesse difficoltà di tutti, ma cerchiamo di andare avanti. Io vado in giro sempre con la veste lunga, il crocefisso e sono molto rispettato. Il problema della sicurezza è di tutti. abbraccia tutti gli irakeni: cristiani e musulmani, tutti siamo uniti dallo stesso problema. Non c’è alcun odio fra cristiani e musulmani irakeni, fra cittadini dell’Iraq. Ma nella vita quotidiana, non vi sono divisioni fra gli irakeni .


C’è speranza per l’Iraq?


Tutti speriamo che la sicurezza migliori, perché così non può andare avanti. Tutti noi irakeni speriamo che la situazione si normalizzi. Sappiamo che da qui alla fine del mese la situazione peggiorerà, ci saranno più attentati, ma all’inizio di luglio potrà cambiare.


 


 

































Postato da: Liberali a 22:33 | link | commenti |

Una trovata genialmente stupida


"Una trovata genialmente stupida ".



 


 


 Una trovata


genialmente stupida


 


di Ida Magli


ItalianiLiberi associazione | 11 Giugno 2004


  La notizia della condanna “per istigazione all’odio razziale”, inflitta dal Tribunale di Parigi a Brigitte Bardot (e alla casa editrice Rocher), per la deplorazione da lei espressa nel suo libro Un urlo nel silenzio sulla “islamizzazione della Francia”, sulla “sotterranea e pericolosa infiltrazione in Francia dell’islam”, rende quasi del tutto inutile che io continui a spiegare ai lettori del nostro Sito, agli Italiani, dovunque essi si trovino, quale sia il motivo segreto che ha spinto i Capi politici e religiosi a realizzare l’unione europea. Eliminare gli Stati Nazionali. Perché è soltanto quando possiede un proprio territorio, la sovranità su questo territorio con la democrazia, il diritto e il potere di difenderlo come “Patria”, che un popolo, ogni popolo, è realmente libero. Gli Stati Nazionali, dunque, non fanno comodo a nessun detentore del Potere, né laico, né religioso.


   Ci si sono piegati, durante il Risorgimento, costretti dai popoli che via via chiedevano ai Monarchi l’instaurazione di una “Costituzione”, con le buone o con le cattive; ci si sono piegati i possessori dei Grandi Imperi coloniali - Gran Bretagna, Spagna, Portogallo, Francia, Belgio, Olanda, Austria - a loro volta costretti dal nuovo clima storico stabilitosi in Europa al grido della “libertà”, a rinunciare spontaneamente ai possedimenti d’oltremare; ma l’ansia di aumentare, di estendere in qualche modo il proprio potere non li abbandona mai.


   Chiusa come una tragica parentesi, ma pur sempre parentesi, il periodo della seconda guerra mondiale, i Capi hanno ricominciato a fare progetti. Aumentare il territorio con le guerre di conquista non era più possibile in una Europa, non soltanto distrutta fisicamente e psicologicamente, ma anche sorvegliata a vista dall’America e dalla Russia. Ed ecco la “trovata” genialmente stupida: mettiamo insieme i nostre Stati eliminandoli. Prendiamo tre piccioni con una fava: diventiamo Capi di un Impero; togliamo il potere ai popoli lasciandogli la beffa di un “Parlamento” che non comanda; ci alleiamo con l’Oriente islamico contro l’America.


   Sia ben chiaro: in Europa tutti odiano l’America, chi per un motivo, chi per un altro. I comunisti perché ha impedito la vittoria del comunismo e del predominio sovietico; i Tedeschi perché, senza l’intervento americano, avrebbero vinto la guerra; i Francesi perché sono stati umiliati nel loro orgoglio nel dovere agli Americani la liberazione; i Capi religiosi, poi, perché nelle religioni del “sacrificio” quali l’ebraismo, il cristianesimo e l’islamismo, non si può ammettere che qualcuno abbia per scopo “la felicità”, come nella Costituzione americana.


   Una trovata, quella della unificazione europea - dicevamo – genialmente stupida da parte dei Capi politici perché i popoli non sono monete, anche se invece avevano proprio pensato di ridurveli. Visto che non si possono sommare le pere con le mele, basta inventarsi una moneta che cancelli tutte le altre e avremo, anche per i popoli, il minimo comune multiplo. Il minimo comune multiplo, cari europei, è che siete forniti tutti di occhi, naso, bocca: nient’altro. Non sognatevi di accorgervi che gli occhi sono neri o azzurri, la bocca sporgente o sottile, il naso aquilino o schiacciato... tanto meno, poi, che possedete una lingua diversa dagli altri, o una storia, o una religione. E’ pronto per voi il mandato di arresto europeo e la condanna di un qualsiasi Tribunale dell’Unione. La parola tabù è “diverso”. Se eliminiamo la diversità – si sono detti gli strateghi dell’Unione – restano gli Europei. Naturalmente, invece, non rimane nulla; né di fisico, né di culturale. La forza di un Impero, per esempio, è data dall’energia del popolo che lo abita. Non è certo il dollaro a costituire la potenza dell’America, così come non era il marco a costituire la potenza della Germania. L’Unione europea è debolissima, perfino in quel grande mercato unico sul quale avevano contato i più ottusi dei governanti che siano mai apparsi alla ribalta della Storia, gli economisti e i banchieri, perché c’era l’immagine dei Tedeschi a spingere gli investimenti sul marco mentre l’immagine degli europei non esiste perché non esiste il popolo europeo.


   I Capi politici, dunque, sono già sconfitti; i popoli pure perché non possono sperare più in nulla, una volta persa la libertà del pensiero e la fiducia nella propria Patria. Gli unici vincitori, in apparenza, sono i Capi religiosi. Gli Stati Nazionali, infatti, sono laici per definizione: si è liberi soltanto quando chi detiene il Potere non assume le vesti del “sacro”, oppure quando non si associa con la sacralità delle religioni. La Chiesa Cattolica ha visto con timore il formarsi degli Stati Nazionali in Europa e, come è a tutti noto, in Italia con la perdita dello Stato Pontificio. E’ stata costretta, di conseguenza, a scendere a patti, stipulando “Concordati” con i singoli Stati per evitare quello che era per lei il massimo pericolo: le Chiese Nazionali, e la fine del primato di Roma. Chi più felice del Vaticano, dunque, nel vedersi togliere di mezzo gli Stati Nazionali? Per giunta con l’instaurarsi di un Impero basato sull’assolutezza del Potere che, proprio in quanto assoluto, si basa sulla logica del “sacro” ? Come ho già spiegato nella prima parte di questo testo, io ho tentato con i pochi mezzi che possedevo di mettere in guardia alcuni esponenti della Chiesa sul pericolo che l’unificazione europea avrebbe comportato per il Cristianesimo. Non ci sono riuscita, così come non sono riuscita a suscitare qualche perplessità negli Ebrei. Diversi anni fa avevo parlato con Tullia Zevi (allora a capo della comunità ebraica italiana) cercando di dimostrarle che, con l’aumento del peso islamico in Europa, sarebbe aumentato anche l’antisemitismo. Ah! Io lo so bene, lo capisco bene come sia difficile per gli Ebrei pensarsi di nuovo in pericolo, in pericolo in Europa. Ma i fatti sono sotto i nostri occhi. L’unione europea ha voluto cancellare la Storia dell’Europa, il cammino lento, faticoso, intriso di sangue e di ingiustizia, che i popoli sono riusciti a percorrere, malgrado l’ostilità e la repressione dei loro governanti, perché l’hanno percorso con la forza del pensiero, dell’arte, della letteratura, della filosofia, della scienza. Oggi, con la condanna di Brigitte Bardot, cittadina e testimonial della Francia nel mondo, vince l’ Antico Testamento, il potere irrazionale del “sacro”, quel potere contro il quale uno dei più grandi intellettuali francesi, pur cristiano, si era scagliato con le sue Provinciali, le lettere contro i Gesuiti. Dov’è adesso la Francia di Pascal? Dove sono adesso tutti gli intellettuali d’Europa? Perché non parlano?


   Io voglio porre, a firma di quanto ho scritto, sebbene così piccola e indegna come sono di fronte all’innumerevole schiera di geni del pensiero che hanno fatto dell’Europa quello che era fino a ieri, le parole di uno dei più grandi, in Italia, in Europa, nel mondo:


“O Italiani, io non temerò mai scrivendo il vero e scrivendo come potrò per voi, né l’odio di chicchessia né il potere o la fama di chicchessia”. (Giacomo Leopardi: Discorso di un Italiano intorno alla poesia romantica, 1818, a Recanati, suddito dello Stato Pontificio).          





















Postato da: Liberali a 22:32 | link | commenti |

Il doppio flop

     
"Il doppio flop del Professore e del Cavaliere ".


        


Il doppio flop del Professore e del Cavaliere

Divisi su tutto Romano Prodi e Silvio Berlusconi questa volta sono uniti nell’esito del voto per il rinnovo del parlamento europeo: entrambi hanno fatto flop.

Più evidente e immediato quello del Cavaliere la cui Forza Italia ha ceduto molti punti sul campo. Meno evidente, ma altrettanto netto e ancor più gravido di conseguenze quello del Professore: la sua creatura, il Triciclo, ha raccolto meno consensi di quanti ne raccoglievano da soli quanti lo hanno generato e la vittoria netta e forte di Rifondazione comunista preannuncia una difficilissima gestione delle alleanze.
Già, gli alleati. Perchè immediatamente dopo la diffusione dei risultati i partiti delle due coalizioni hanno cominciato ad agitarsi.
A sinistra i Ds non nascondono la loro delusione per il flop e c’è già chi pensa di puntare su un altro cavallo (Veltroni?) per le politiche del 2006.
Preoccupa poi il rapporto con la sinistra di Rifondazione e del Pdci. La forza ottenuta dai seggi legittima un incremento delle loro richieste.
Nel centrodestra la verifica è già in atto. Ci saranno aggiustamenti nel governo e nel programma e qualche poltrona è a rischio, per prima quella del fantasioso ministro Tremonti accusato di un eccesso di leghismo.
Resta un mistero quella che sarà l’evoluzione del resuscitato Psi di De Michelis che, a detta del suo leader, resta fedele all’allleanza ma era ed è un partito di sinistra.
Silvio Berlusconi recita il mea culpa e promette cambiamenti al termine di una serie riflessione. Chissà se questi cambiamenti non porteranno a fare di Forza Italia un partito vero, che dialoga con gli alleati e si confronta con la gente. In fondo è quello che la gente, col voto di sabato e domenica, ha mostrato di gradire.














Postato da: Liberali a 22:31 | link | commenti |

Iraq,figlio Annan






"13/06 16:22 - Iraq,figlio Annan in scandalo petrolio? ".





13/06 16:22 - Iraq,figlio Annan in scandalo petrolio?


Kojo Annan,figlio del segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan,è indagato col sospetto di essere coinvolto nei casi di corruzione relativi al programma iracheno "Oil for food" dell'Onu. Gran parte dei ricavi della vendita di petrolio sarebbe finita nelle tasche di politici, funzionari e uomini d'affari stranieri che avrebbero dovuto sostenere, in cambio, la causa di Saddam. Kojo Annan deve rispondere dei suoi rapporti con una società che avrebbe negoziato la vendita di petrolio iracheno per 60 milioni di dollari.












Postato da: Liberali a 22:30 | link | commenti |

Iraq,figlio Annan






"13/06 16:22 - Iraq,figlio Annan in scandalo petrolio? ".





13/06 16:22 - Iraq,figlio Annan in scandalo petrolio?


Kojo Annan,figlio del segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan,è indagato col sospetto di essere coinvolto nei casi di corruzione relativi al programma iracheno "Oil for food" dell'Onu. Gran parte dei ricavi della vendita di petrolio sarebbe finita nelle tasche di politici, funzionari e uomini d'affari stranieri che avrebbero dovuto sostenere, in cambio, la causa di Saddam. Kojo Annan deve rispondere dei suoi rapporti con una società che avrebbe negoziato la vendita di petrolio iracheno per 60 milioni di dollari.












Postato da: Liberali a 22:29 | link | commenti |

Irlanda


13/06 01:19 - Irlanda, sì a restrizioni nazionalità


Gli irlandesi hanno approvato restrizioni alla concessione della nazionalità. Nel referendum, che si è svolto ieri assieme alle elezioni amministrative ed europee, gli elettori a maggioranza si sono pronunciati a favore della conferma dell'emendamento costituzionale che abolisce il diritto automatico alla nazionalità per i bambini che siano nati in Irlanda da genitori stranieri. Secondo lo spoglio in 32 delle 34 circoscrizioni, il 79% si è pronunciato a favore delle restrizioni.




Postato da: Liberali a 22:29 | link | commenti |

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