"Libera Impresa in Libero Mercato in Libero Stato"
1972
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Vota quella più contraria al buon senso. L'ideologia è sempre nemica della verità. N. 1 - Vita da Tribunale di provincia Ore 9,30, davanti alla porto chiusa del Giudice del Lavoro, in attesa del mio turno: in piedi, attaccata alla parete, per lasciar passare gli impiegati che corrono avanti e indietro con i carrelli stracolmi di fascicoli, leggo il Giornale. Si avvicina l'attempato collega di S. Antonio Abate, barba un pò lunga, cravatta sgualcita, passo da danzatore alpino, sempre convinto che le sue battute siano irresistibili come il suo fascino; non faccio in tempo a nascondere la testa dietro al giornale, che mi apostrofa con un "Che dice questo giornale, la signora Dini mò, solo perchè Berlusconi s'è inc...., deve pagare per tutti?!". Senza nemmeno guardarlo, mi limito a rispondere: "E che c'entra Berlusconi?". Ride, e banalmente ribatte:" Siccome lui c'ha mille colpe da pagare, adesso la vuol far pagare agli altri! Ma che lo condannassero presto, così finisce sta tarantella!"Subentra il Cancelliere, che lo chiama per trattare la causa, dopo pochi minuti esce, stravolto, mi cerca con lo sguardo e sbotta: "i Magistrati dovrebbero essere tutti rinchiusi! Ha ragione Berlusconi, tengono le turbe psichiche e lo vogliono da noi!". Basta l'impatto con la realtà per far crollare un'idea (R.C., 19.09.2003). N. 2 - Terrificante! Leninista, stalinista, robespierrista! Roberto Scarpinato (PM del processo Andreotti) e Antonio Ingroia (PM del processo Dell'Utri) su l'ultimo numero di Micromega propongono, per bloccare l'orrore (il governo Berlusconi), di "sospendere autoritativamente la democrazia elettiva aritmetica al fine di salvare la democrazia sostanziale ... contro la stessa volontà della maggioranza" (riportato da Giancarlo Perna su Il Giornale, mar. 22.7.2003, p. 6). N. 3 - Il cristianesimo trasformato in strumento di sovversione e di lotta di classe. "La Missione è anche per il cristiano sacrificio e impegno: poiché, mentre nel mondo ci sono ancora poveri e affamati, noi non abbiamo il diritto di arricchirci. Dobbiamo restituire ciò che ad essi appartiene e perciò cambiare modo di pensare sui beni della terra. Non sono nostri, appartengono a tutti" (foglietto «liturgico» La Domenica, Ed. Paoline, dom. 7.10.2001). «[...] c'è una quota di società, e questo soprattutto al Nord, che è incivile, e ciò a causa di una povertà culturale che in queste elezioni ha contato molto e, temo, conterà sempre di più. Povertà culturale che è di tutta Italia, ma che al Nord ho l'impressione sia più diffusa» (dichiarazioni postelettorali di Grazia Francescato, portavoce dei Verdi: Francescato soddisfatta del recupero, in Corriere della Sera, 18.4.2000). N. 5 - Riforma Berlinguer (povera scuola italiana) «Oggi portiamo a compimento un lavoro durato trent'anni» ... «non possiamo dare troppa fiducia ai genitori e agli insegnanti nel creare la riforma, perché sono delle realtà immature, dobbiamo quindi governare la riforma dal centro» (prof. Tullio De Mauro, poi ministro dell'istruzione, in occasione della cosiddetta riforma Berlinguer: Tullio DE MAURO, «I risultato di trent'anni di lavoro», in Il Manifesto, 15.1.1997).

Paolo GRANZOTTO
La vera storia del mito «Guernica»
... l'episodio di Guernica fu abilmente strumentalizzato dalla propaganda repubblicana. ... Tuttavia quando un mito si incista nella storia, sbarazzarsene è impresa disperata.
... fu principalmente l'inviato del Times a porre le fondamenta del mito. In base a notizie raccolte fra i repubblicani (non era sul luogo, al momento dei fatti) inviò una corrispondenza dai toni apocalittici: nel pomeriggio del 26 aprile 1937 tre ondate di bombardieri tedeschi della Legione Condor avevano raso a tappeto Guernica uccidendo dai mille e cinquecento ai duemila civili che affollavano il locale mercato. Le cose non andarono precisamente così (non c'era mercato, per esempio, nel pomeriggio) e i morti furono qualche centinaio. Sempre tanti, sempre troppi, ma si stava combattendo una guerra, in Spagna, e una delle conseguenze della guerra è, purtroppo, quella di seminar vittime.
Sull'onda dell'emozione provocata dalle corrispondenze del Times, il governo repubblicano commissionò a Pablo Picasso un'opera da esporre all'Esposizione Universale in programma a Parigi per il 1938 e che diventasse il simbolo di quella che fu definita «la prima strage degli innocenti del nostro tempo». L'artista aveva giusto terminato una grande tela, «En muerte del torero Joselito», che celebrava la memoria di quel torero, ucciso nel corso di una corrida. Ne fece delle modifiche e in cambio di 300mila pesetas (qualcosa come due miliardi di lire di oggi, in euro fate voi) versati direttamente dal Cremlino via Comintem, la consegnò al committente. Il quadro divenne subito popolarissimo e ci fu ressa per interpretarne i simboli. La maggioranza degli esegeti, compreso quel Giulio Argan che, anni più tardi, dichiarerà autentiche le teste di Modigliani scolpite per burla e con il Black&Decker da due ragazzi di Livorno, mise in rilievo la potenza del minotauro-fascismo e del cavallo-angoscia. Quando il minotauro è il toro che uccise Joselito e il cavallo quello, sventrato dal toro medesimo, del picador.
Tutto ciò, come si usa dire, per la completezza dell'informazione.

Di Pietro, Occhetto e Pomicino.

L’inquisitore che non ha inquisito e non ha pagato per questo , il concusso che non è stato inquisito dall'inquisitore e non ha pagato per la sua concussione , il condannato che è stato inquisito perchè era concusso che ha "pagato" la sua pena .
Bel partito.

di Paolo Guzzanti
E brava Lucia Annunziata, hai preso la palla al balzo e ti sei fatto un bello spottone elettorale pro domo tua e a spese del contribuente, pagatore di canone e utente del decantato servizio pubblico. Una vera drittata, come si diceva una volta. Ed è anche la riprova del fatto che il cosiddetto"Presidente di garanzia" garantisce soltanto se stesso e l'opposizione, sempre alla faccia dei contribuenti, pagatori di canone e utenti del decantato servizio pubblico i quali, quando c'era Zaccaria si prendevano i pesci in faccia perché avevano vinto quelli del centrosinistra ed era giusto che facessero a loro piacere polpette della Rai e delle regole del gioco; e che adesso che avremmo si fa per dire vinto noi seguitano a prendere calci in faccia, oltre ai pesci, perché al posto di Zaccaria c¹è una collega giornalista della sinistra che seguita, come ai tempi di Zaccaria,a garantire soltanto la sinistra con il presto di garantire l¹opposizione. Voi ricordate quanto rispetto ebbe il centrosinistra in Rai per l'opposizione.E allora qual è l'antefatto? Semplicissimo: Lucia Annunziata, essendo stata rudemente presa a pesci in faccia da Santoro e da tutta la santa inquisizione della sinistra imperiale sempre al comando dell¹informazione non vedeva l'ora di potersi far riparare la giacca strappata per gli strattoni ricevuti e ai quali aveva reagito piegando la testa, facendo autocritica e umiliandosi. Bella figura. Ma finalmente l'occasione le si è presentata, ghiotta e matura come un boccone ben cucinato. E l'occasione l'ha creata un bravissimo professionista della Rai, e cioè Massei direttore della Domenica Sportiva il quale, seguendo la ovvia grammatica del mestiere di giornalista, nella giornata (per chi segue il calcio) della "doppia punta" e dei commenti all¹incredibile rimonta del Milan sull'Inter, chiedeva a Silvio Berlusconi di partecipare alla trasmissione, e lo sciagurato rispose.Rispose e parlò di calcio, nella sua qualità non soltanto di presidente del Milan, ma anche, calcisticamente parlando, di uomo del giorno. A uno magari potrà anche dare fastidio che Berlusconi sia il presidente della squadra del momento, potrà anche rodergli (specie se interista) la rimonta del 3 a 2, ma è un dato di fatto che quello è il presidente del Milan, che il Milan ha vinto, che c'era stata la lettera della doppia punta e quindi era scritto nella scaletta di qualsiasi giornalista che Berlusconi doveva essere intervistato.Ed è qui che la nostra Lucia, che io ho conosciuto nelle selve del Salvador dove entrambi seguivamo la guerra civile di quel Paese, ha confermato di essere più che una giornalista (come il suo direttore di testata Massei) una politica, una paravento e anche una profittatrice della rendita da posizione in cui si trova. E che ha fatto? Ha alzato il telefono, si è fatta collegare da casa e ci ha inflitto una intemerata disgustosa e corriva, al grido di "Berlusconi giullemani dallarai", sulla quale può incassare subito i dividendi del girotondismo più scombicchierato, descamisado, maleducato e antiparlamentare e antistituzionale.In fondo, che costa? Ti attacchi al telefono e, in diretta, a carico e spese nostre, ti scateni in un palese conflitto di interessi contro l'orco, quell'individuo che da dieci anni a questa parte non fa che riscuotere la maggioranza dei consensi (sì, anche nel 1996, quando l¹Ulivo perse il voto popolare anche se vinse le elezioni) e dalla tua poltrona, che quanto a legittimazione è soltanto figlia di una cascata di compromessi politici sopra il banco e sottobanco, ci offri lo spettacolo delle tre palle un soldo. Quanto coraggio, che sfida rischiosa, che temperamento. Se si pensa che poche ore prima Luciano Violante si era dedicato al lancio del coltello nella schiena dello stesso Presidente del Consiglio sfruttando i poveri caduti di Nassiiryia, potete farvi un'idea della trasparenza, della onorabilità di un tale modo di condurre la battaglia politica.Il che non meraviglia poi più di tanto se si pensa che, come abbiamo letto ieri l'altro nella rubrica di Paolo Mieli, in Francia si creano comitati in difesa dei terroristi italiani, dicendo che qui da noi funzionano dei tribunali militari berlusconiani. Non so se vi rendete conto con chi abbiamo a che fare, non so se sfugge al signor Presidente della Repubblica così attento all¹unità nazionale il danno infame che viene costantemente compiuto infangando l¹unica istituzione che trae la sua legittimazione dal voto popolare.L'Annunziata ha accusato Berlusconi (ripeto: invitato come ospite ovvio nel luogo giornalisticamente deputato a parlare di calcio) di fare uno "spot elettorale". Ora in Italia, grazie all'andazzo secondo cui si vota ogni anno e talvolta anche due volte l'anno, siamo sempre, ventiquattro ore al giorno e trecentosessantacinque giorni all¹anno in campagna elettorale.
E quindi, in questa aberrante visione, ieri non si sarebbe dovuto vedere Massimo D¹Alema a "Quelli che il calcio" mentre sedeva allo stadio, perché era uno spottone. Ma Lucia sa benissimo che le cose non stanno così. Lei sa tutto. E' una brava giornalista, ma è sempre stata una brava politica e i bravi politici, giustamente, per prima cosa pensano al loro futuro, che è esattamente quanto Lucia ha fatto domenica sera: ha mollato una randellata in testa a un povero cristo che era stato invitato perché era impossibile non invitarlo, e si è portata a casa il fagiano. Così ha potuto, almeno idealmente, telefonare a Santoro e a tutta la santa inquisizione di quel rito e chiedere: "Eh? E allora? Ho recuperato? Sono stata brava? Hai visto nell'ora del massimo ascolto che gli ho fatto? Mi rivolete bene, adesso?".
Ma sì, Lucia, sta tranquilla: hai recuperato, sei salita di venti punti in classifica e loro anche se non ti vogliono bene perché è gente anaffettiva, sanno però che sei il loro avamposto.
Per Pannella Giacinto
detto "Marco"
Senatore a Vita

CINA Membri del Partito espulsi se aderiscono a gruppi religiosi Pechino (AsiaNews/Agenzie) – È stato reso noto il nuovo regolamento per il controllo all’interno del Partito Comunista Cinese e la lotta alla corruzione dei politici. Il regolamento, di 178 articoli, è l’emendamento di una normativa del 1997 e stabilisce pene più severe per attività pubbliche o comportamenti personali che violano “l’etica socialista”. Tutti i membri del Partito, anche quelli già in pensione, sono sottoposti a questo regolamento, la cui infrazione può comportare la rimozione e perfino l’espulsione dal Partito. Queste le attività che possono causare l’espulsione: opporsi alla politica del Partito, prendere tangenti, avere un’amante, vedere spettacoli pornografici, andare con le prostitute, spacciare o fare uso di droga. Tra queste che sono le infrazioni più gravi, è menzionato anche “aderire a gruppi religiosi”, considerato alla stessa stregua delle altre violazioni. Saranno anche puniti gli abusi della proprietà pubblica, come viaggiare col pretesto del lavoro, studiare con l’uso di fondi pubblici, acquistare macchine stravaganti, o le violazioni dei diritti altrui (aprire illegalmente la posta di altri o intromettersi nella scelta dei cittadini di sposarsi). Il professore Wang Changjiang, della Scuola Centrale del Partito, ritiene che il nuovo regolamento è importante perché mostra che il partito sta istituzionalizzando i provvedimenti contro la corruzione. Secondo il quotidiano Legal Daily, circa il 95% dei funzionari rimossi per corruzione aveva un’amante. L’anno scorso, Li Jiating, ex governatore dello Yunnan, è stato condannato a morte poiché aveva preso tangenti per 18 milioni di yuan e ottenuto 30 milioni di yuan per la sua amante. Nel 2001, l’ex ministro della pubblica sicurezza Li Jizhou è stato condannato a morte per aver accettato più di 1 milione di yuan e 500 mila dollari in tangenti. Li Xiaona, la sua amante, è stata condannata a 10 anni di carcere perché coinvolta nel caso. La pena per Li Jiating e Li Jizhou è stata sospesa per 2 anni. (MR).jpg)
Bisogna Combattere l'islam.
IRAQ
I cristiani temono la sharia’a e gli attentati di matrice religiosa .
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Baghdad (AsiaNews) – Mentre proseguono gli attentati sanguinosi, i cristiani assiri e caldei dell’Iraq temono di diventarne il prossimo bersaglio. Dopo le bombe esplose nelle moschee sunnite e sciite, la spada di Damocle ora pende sulle chiese cristiane. William Warda, capo del dipartimento cultura ed informazioni del movimento democratico assiro, ha riferito “molte chiese hanno ricevuto lettere anonime di minaccia”. Stessa conferma ci arriva dal vescovo cattolico Rabban Al –Qas il quale ha parlato ad AsiaNews di alcuni manifesti, sempre anonimi, che invitavano i cristiani a “convertirsi all’islam” o ad andarsene dal paese. Queste minacce prese all’inizio alla leggera, ora vengono considerati seriamente. Il vescovo cattolico Louis Sako ci informa che le chiese cattoliche ed ortodosse hanno abolito le cerimonie religiose serali. Corsi di catechesi serale per i giovani sono stati cancellati, vengono fatti solo i servizi religiosi diurni.Dalla fine della guerra in Iraq ad oggi sono stati uccisi, in modo misterioso, molti cristiani, fra i quali un giudice al nord, e dei negozianti di bevande alcoliche nel sud oltre a molti interpreti e lavoratori della coalizione accusati di “collaborazionismo”. Il 21 gennaio scorso 4 lavandaie cristiane sono state uccise, da ignoti, mentre si dirigevano al loro posto di lavoro presso la Base Aeronautica Militare (della coalizione) di Al-Habbaniyah nel nord. Sono stati compiuti degli attacchi anche contro la sede episcopale della Chiesa Siriana Antiochena a Mossul e contro una scuola cristiana.
Persone giunte di recente dall’Iraq, hanno informato AsiaNews che fra la gente molti integralisti definiscono i cristiani iracheni come “crociati” o “quinta colonna dell’occidente cristiano e degli americani”. In una società di cultura islamica, dove è difficile immaginare una distinzione fra legge religiosa e stato laico, molti iracheni considerano l’occidente come una comunità di stati religiosi cristiani. Non sempre i leader religiosi aiutano a comprendere.
Tuttavia Al Hawsa Al-Ilmiyya, centro dei leader religiosi sciiti di Najaf, presieduta dall’ayatollah Al-Sistani, ha condannato le minacce contro i cristiani. Lo sceicco Abdel Jabbar Menhal, rappresentante della Hawsa a Baghdad, 4 giorni fa ha detto: “abbiamo sentito che ci sono segni di possibili attacchi (contro le chiese cristiane) e condanniamo queste operazioni, perché l’Islam rispetta tutti i luoghi sacri, come le moschee, le chiese, eccetera (leggi: sinagoghe - ndr)”.
I cristiani dell’Iraq sono anche molto preoccupati di una possibile introduzione della Sharia’a islamica nella futura costituzione irakena. La comunità sciita del paese (62,5 %) preme in questa direzione. Intanto si compiono passi verso un’islamizzazione della società. Molto è già stato compiuto in sordina ed in modo ufficioso. Paul Marshall, dal Center for Religious Freedom di Washington informa che “il Ministro dell’Educazione universitaria Muhammad Aswad…ha licenziato tutti i rettori universitari ad eccezione dei tre rettori delle università curde nel nord, e li ha rimpiazzati con degli islamisti. I nuovi rettori hanno già diramata una circolare nelle università nella quale chiedono alle donne di indossare abiti islamici ( velo – ndr- )”. La dottoressa Sawsan Al-Sharafi, vice ministro dell’agricoltura, è stata allontanato dal suo incarico dal Consiglio Governativo Provvisorio (CGP) per accontentare gli islamisti che rifiutavano di lavorare con una donna.. Se l’Iraq diventa uno stato ispirato dalla Sharia’a islamica, la comunità degli assiro-caldei cristiani, antico popolo della Mesopotamia che vive da millenni in quelle terre, diventerà una comunità di cittadini di seconda categoria. (PB)

Morire in Turchia per la verginità . La democrazia di un popolo è dimostrata anche da come questo legittima e tutela le proprie donne. E sono proprio le donne ad essere le prime vittime dei regimi totalitari. Vi sono poi Paesi apparentemente democratici, come alcuni di quelli in pre adesione all'Unione Europea, dove succedono ancora episodi terribili. Parlo di apparenza poiché, Esra Nur Oztemiz, giovane ragazza turca di Corum, nella Turchia settentrionale, è morta a 17 anni, il giorno di San Valentino, sgozzata dal padre, dopo che questi aveva fatto accertare dai medici la perduta verginità della figlia.