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giovedì, 29 maggio 2003

MILAN CAMPIONE D'EUROPA

MILAN CAMPIONE D'EUROPA

 

 





E' finale. Finalmente. Il Milan arriva con mezza coppa Italia in tasca, la Juventus con lo scudetto cucito sulle maglie, in vista della prossima stagione. Le due squadre migliori d'Italia decidono anche il destino europeo, il loro destino, come quello dei tifosi. L'Old Trafford è suddiviso in parti uguali, tra bianconeri e rossoneri. Il campo è un biliardo, a chiunque verrebbe voglia di scendere sul terreno di gioco, anche solo per toccarlo. Juventus e Milan si affrontano per la prima volta in una coppa europea, nonostante insieme abbiano in bacheca ben 86 trofei. E' la nona finale per il Milan (cinque quelle vinte), la settima per la Juventus (due quelle conquistate). Non bastano i canonici novanta minuti che formano una partita di calcio per decidere il risultato. Questa è una sfida speciale e ha bisogno di un numero maggiore di minuti di tensione. Ecco i supplementari. Poi i rigori?e arriva la SESTA COPPA DEI CAMPIONI!!!!!!
Si comincia subito con un gran ritmo. La Juventus cerca di sorprendere la difesa rossonera per vie centrali, con una rapida azione che ha visto protagonisti Del Piero e Trezeguet. Quest'ultimo è stato fermato dal muro rossonero al limite dell'area. Qualche secondo dopo il georgiano Kaladze ha trovato spazio sulla sinistra e ha centrato in area un invitante pallone per Inzaghi. Superato il centravanti Shevchenko, posto sul secondo palo, è stato anticipato da Montero. Queste le prime due fiammate, ma l'emozione più grande viene smorzata dalla forte delusione. Al nono minuto, infatti, Filippo Inzaghi ha eluso la marcatura del suo avversario e si accentrato. Sugli sviluppi la sfera è giunta a Sheva che, dopo un controllo, ha calciato con il sinistro superando Buffon. Come detto, però, su segnalazione dell'assistente del signor Merk la gioia svanisce, perché Inzaghi si trovava in fuorigioco, davanti all'estremo difensore bianconero. Proprio Buffon compie un miracolo al 17': dalla destra traversone di Seedorf, colpo di testa in tuffo di Inzaghi ( in splendida coordinazione) e tuffo sulla sinistra del numero uno azzurro, per deviare la palla in corner. La prima mezz'ora offre un buon Milan. Il suo possesso palla rende piacevole la gara. E' piacevole osservare la manovra corale della squadra di Ancelotti. Per contro nella formazione di Marcello Lippi il migliore è Edgar Davids, intento a distruggere e costruire con rapidità le azioni juventine.
Altre emozioni, dal 27' al 31': prima Del Piero dal limite dell'area calcia alto, poi una bella fuga di Sheva sulla sinistra (ancora!) mette in crisi la retroguardia di Marcello Lippi. In entrambi i casi nulla di fatto. Il minuto numero 38 poteva essere quello della gioia portoghese (e non solo). Pirlo dalla destra serve in orizzontale Rui Costa, che fa partire un destro non potente, ma che mette i brividi a Buffon che se lo vede passare a pochi centimetri dal palo. Si va verso la fine del primo tempo ancora con due grandi occasioni, ma al 48' lo 0-0 sembra essere sostanzialmente giusto.
Nel secondo tempo la Juventus si ripresenta in campo con Conte al posto di Camoranesi. Questo comporta lo spostamento di Zambrotta sulla destra ed è proprio il neoentrato a colpire la traversa dopo 60 secondi. L'invito di Del Piero dalla destra viene raccolto in piena area dal centrocampista. Palla respinta dal legno. I primi cinque minuti della seconda frazione mostrano una Juve più aggressiva, che fa la partita. Un po' come il Milan nel primo tempo.
I rossoneri si fanno vivi per la prima volta al 60'. Dopo una punizione conquistata da Pippo e calciata da Pirlo, il capitano elude la marcatura di Tacchinardi (che quasi lo denuda) e colpisce il pallone. Il tiro, incrociato da destra a sinistra, finisce sul fondo. Per un secondo guaio muscolare, al 65', nel corso della gara Lippi è costretto a bruciare la terza ed ultima sostituzione: esce Davids per Zalayeta e a questo punto Del Piero arretra da trequartista. Nello stesso minuto esce anche Billy Costacurta, in dubbio fino all'ultimo e al suo posto entra il brasiliano Roque Junior. Sono minuti caldi, momenti tesi e con raziocinio Ancelotti pensa di far uscire Pirlo e di far entrare Serginho, per una maggiore spinta sulla sinistra. Al 75', dopo una pausa piuttosto lunga, dovuta alle buone tattiche bianconere, si fa rivedere Pippo, il quale incorna un traversone teso proprio dell'esterno brasiliano, liberato sapientemente da Seedorf. Ancora Pippo un minuto dopo in piena area. L'azione ricorda vagamente quella nella quale ha realizzato il gol ai suoi ex compagni, in campionato. Bravo a difendere il pallone si gira su se stesso e calcia?deviazione in corner. Col trascorrere dei minuti il centrocampo del Milan si ritrova sempre più e dimostra più completezza rispetto a quello avversario. Un misto di tenacia (vedi Gattuso), voglia (vedi Rui Costa), tecnica (vedi Seedorf) e di velocità (vedi Serginho) va a rivitalizzare un secondo tempo nel quale i giocatori iniziano a sentire la stanchezza. A tre minuti dalla fine un indomito Gattuso regala a Serginho un pallone per il traversone che, però, supera tutti e finisce in fallo laterale. Con un tiro di Seedorf si chiude anche il secondo tempo. 0-0.
Trascorrono i minuti e si ha sempre più la sensazione che questo splendido manto erboso a volte tradisca i giocatori. Ne è un esempio la scivolata di Roque che libera al cross Birindelli, ma Zalayeta non può arrivarci. Lo stesso brasiliano si procura uno stiramento, scivolando (ancora!) in una proiezione offensiva. Le due squadre passano indenni i primi quindici minuti, senza grosse occasioni. Un sussulto al 111', quando Seedorf trova in verticale Sheva?purtroppo in fuorigioco. Anche il secondo tempo supplementare passa più che altro con emozioni su emozioni, ma sempre sullo 0-0. Questo comporta la lotteria dei calci di rigore! Dopo una lunga serie di errori e di sbalzi d'umore il MILAN E' CAMPIONE D'EUROPA!!!!!!!!!!!

JUVENTUS-MILAN 1-1 (0-0) dopo i calci di rigore
Marcatori: Serginho, Nesta, Shevchenko (M), Birindelli, Del Piero (J)
JUVENTUS (4-4-2): Buffon; Thuram, Tudor (42' Birindelli), Ferrara, Montero; Camoranesi (46' Conte), Tacchinardi, Davids (65' Zalayeta), Zambrotta; Trezeguet, Del Piero. Allenatore: Marcello Lippi
A DISPOSIZIONE: Chimenti, Pessotto, Iuliano, Di Vaio
MILAN (4-3-1-2): Dida; Costacurta (65' Roque Junior), Nesta, Maldini, Kaladze; Gattuso, Pirlo (70' Serginho), Seedorf; Rui Costa (87' Ambrosini); Shevchenko, Inzaghi. Allenatore: Carlo Ancelotti
A DISPOSIZIONE: Abbiati, Rivaldo, Laursen, Brocchi
ARBITRO: Markus Merk
AMMONITI: Costacurta (M); Tacchinardi (J)
RECUPERO: pt 3', st 1'

[ post inviato il 29 Maggio 2003 alle 0:6 ] lascia un commento


28 Maggio 2003

Io invece No.

Io invece No.

Io Invece

 sono rimasto piacevolmente sorpreso dall'esito delle elezioni amministrative:

Si, temevo il peggio;

paventavo la debacle.

 Invece, se i ballottaggi vanno bene, la mezza sconfitta di oggi diventa una quasi vittoria.

Perchè temevo il peggio? Le ragioni sono sostanzialmente tre.

La prima: il grande can can pacifista che ha fatto passare il centro destra come un coacervo di guerrafondai al seguito del sanguinario Busch, ed al quale il centro destra ha risposto poco e timidamente, con l'acquattamento del Premier durato un mese. Una sarabanda propagandistica del genere -fatta meramente a fini elettorali che della pace questi non gli importa nulla (lo vediamo adesso che la festa è finita e nessuno fiata di Arafat che ha gettato la maschera e si oppone al processo di pace in atto nel medio oriente)- pareva una incombente valanga elettorare per la sinistra 'pacifista'. In verità -escluso la provincia di Roma- hanno raccolto poco. 

La seconda: che l'azione del governo è stata piuttosto deludente. Se molti ministri sono appannati -qualcuno una frana- lo stesso Berlusconi non è stato pari al compito che lasciava presagire dopo la vittoria. Ha lavorato nel piccolo cabotaggio trascurando i grandi disegni di rinnovamento che tutti i suoi elettori si attendevano. Il suo si sta delineando come il solito governo della tradizione italiana basata sul vivere alla giornata.

Terza e ultima: La debolezza sul territorio unita alla litigiosità localistica nella CDL, per cui ognuno va per la sua strada, distinguendosi per 'darsi visibilità'. Importante, poi, il minore appeal dei candidati del centro destra sul piano personale (dove questo c'era -Palermo- il risultato si è visto). Le candidature vengono selezionate secondo criteri verticistici, che -spesso- non tengono conto del valore personale e della popolarità del candidato. La lezione al comune di Genova non ha insegnato nulla.

 

La sinistra festeggia? Cosa volete che faccia chi crede di affogare e alla fine riesce a guadagnare il lido (di Ostia) della salvezza? Intanto la scopola de La Margherita rispetto al successo dell' UDC e la rimonta dei DS, creerà non pochi problemi a L'Ulivo di Rutelli...

 

Aspettiamo i ballottaggi, poi piangeremo o rideremo con maggiore aderenza alla realtà. "La situazione è grave, ma non seria" diceva il romanaccio Flaiano.

 

Pierluigi

Baglioni

[ post inviato il 28 Maggio 2003 alle 11:13 - 6 commenti ] lascia un commento

Una cattiva Notizia.

Una cattiva Notizia

 "Io non mi dimetto".

 Ferruccio De Bortoli risponde alle voci sulle sue presunte dimissioni da direttore del Corriere della Sera. Voci diffuse dal noto sito di gossip "Dagospia".
De Bortoli ha autorizzato il comitato di redazione ad informare la stampa che non si è dimesso e che parlerà alla redazione solo quando sarà in grado di farlo.
L'unica risposta data dalla Rcs Media Group su queste indiscrezioni è stata invece: "No comment".
Domani intanto al Corriere della Sera si terrà l'Assemblea generale dei Giornalisti "sul futuro del Corriere e dei giornalisti". Questo istituto, che ha solo il Corriere della Sera, prevede che prima che di ogni nomina riguardante il nuovo direttore del giornale ci sia questa consultazione preventiva fra i giornalisti della redazione - il parere dei giornalisti non è però vincolante ai fini della scelta da parte dell'azienda del nuovo direttore.
La questione è uscita, martedì, sul sito internet specializzato in gossip "Dagospia" che ha scritto in proposito che la lettera di dimissioni di De Bortoli giace sul tavolo di Cesarone Romiti - il boss di Rcs - da circa due settimane.
Secondo il sito internet il candidato più probabile alla successione - dopo la caduta di Ernesto Auci, amministratore delegato de la Stampa, per il "no" di Antonio D'Amato – è quello di Stefano Folli un nome che a detta di Dagospia accontenterebbe tutti, compreso il comitato di redazione del Corriere retto da Raffaele Fiengo.

[ post inviato il 28 Maggio 2003 alle 0:48 ] lascia un commento

I Pacifinti.

[ post inviato il 28 Maggio 2003 alle 0:15 - 17 commenti ] lascia un commento


27 Maggio 2003

AIDS.

 



 


 


 


 


 


 


Aids: il governo Usa stanzia 15 miliardi di dollari per Africa e Caraibi.

WASHINGTON - L'Amministrazione Bush ha deciso di destinare 15 miliardi di dollari contro la diffusione dell'Aids in Africa e nei Caraibi. Il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, ha anche detto che, in occasione del G8 di Evian, chiedera' agli alleati di aumentare gli stanziamenti per la lotta contro l'Aids.


E i Pacifinti?

[ post inviato il 27 Maggio 2003 alle 23:43 - 8 commenti ] lascia un commento

Tutti Vincitori!

Tutti Vincitori

 

 

                                                                        

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Casa delle libertà: «Siamo una coalizione vincente».
L'Ulivo: «Il centrosinistra sta recuperando soprattutto al sud»
ROMA - I primi commenti a caldo dopo le elezioni amministrative mostrano una soddisfazione diffusa in entrambi gli schieramenti. Il che provoca ovviamente polemiche sull'interpretazione dei risultati provvisori e sull'esito finale della contesa

LA MAGGIORANZA

- «A Palermo la Cdl conferma di essere, sia in città che in provincia, una coalizione vincente perché governa bene. Il grande senso di maturità dimostrato dal Centrodestra,

che ha ricandidato Francesco Musotto dopo le incomprensioni del passato, è stato premiato dai cittadini». Lo ha dichiarato il Presidente dei senatori di Forza Italia, Renato Schifani.
Esponenti della maggioranza hanno invitato alla prudenza i colleghi dell'opposizione: «Spostamento dell'elettorato? Franceschini si lascia andare ad entusiasmi infantili. Contento lui... La Cdl governerà per altri 50 anni». Così il senatore di Forza Italia e presidente della commissione bicamerale per le questioni regionali Carlo Vizzini ha risposto alla affermazioni di Dario Franceschini, della Margherita, sugli exit poll e le prime proiezioni sulle elezioni amministrative. «Immagino che oggi per i Fassino e i Bertinotti il perno del sistema politico planetario sia rappresentato dal risultato delle elezioni alla provincia di Roma» ironizza il governatore del Veneto, il forzista Giancarlo Galan, che si dice contento dei risultati ottenuti nella sua regione. Anche la Lega, per voce del vicepresidente del Senato Roberto Calderoli mostra soddisfazione: «Dai primi dati parziali mi sembra che l'andamento per la Lega sia stato estremamente positivo». Entusiasta anche Umberto Bossi: «La Lega è forte. Io l'ho sempre detto che la Lega al Nord è il partito determinante. E lo siamo anche ora laddove la partita è in discussione».

STORACE: ROMA NON GRATA A BOSSI -

«Va onestamente riconosciuta la sconfitta alle Provinciali di Roma, su cui il centrodestra farà bene ad avviare una serie di riflessioni». E' quanto dichiara il presidente della Regione, Francesco Storace. «Resta l'amara soddisfazione del buon risultato di Alleanza Nazionale, che, con la lista Moffa, mantiene i voti delle elezioni politiche. Complimenti al vincitore delle elezioni, Enrico Gasbarra, e anche a Silvano Moffa, per la gagliarda campagna elettorale sostenuta. Certamente non c'è gratitudine verso il ministro Bossi».

 

                                                                         

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'OPPOSIZIONE -

A guardare subito oltre i primi risultati elettorali è il segretario Ds Piero Fassino che trae un commento politico di più ampio raggio: «L'omogeneità del risultato a favore del centrosinistra fa sì che questo voto amministrativo si carichi anche di significati politici. La linea dell'aggressione e della rissa non paga. Berlusconi aveva deciso di surriscaldare il clima politico in questa campagna elettorale ma i cittadini hanno chiaramente risposto che non approvano lo scontro frontale e hanno premiato il centrosinistra, l'Ulivo e le liste dei Ds».
Esaminando i dati provvisori delle amministrative le forze d'opposizione manifestano soddisfazione. «Il centrosinistra, e sottolineo tutto il centrosinistra, sta recuperando soprattutto al sud». È questo il primo giudizio del capogruppo della Margherita alla Camera Pierluigi Castagnetti ai risultati elettorali. «Questo è un test - ha detto Castagnetti - che si gioca in gran parte a Roma e nel Sud. Ebbene proprio nel Mezzogiorno c'è un recupero non inferiore ai dieci punti. Certo, questo risultato in alcune realtà non basta per vincere, ma è comunque significativo, come dimostrano i risultati di Messina e Palermo».
Ha aspettato fino alle 20 il candidato dell'Ulivo alla provincia di Roma, Enrico Gasbarra, per commentare il successo dei primi dati: «Da queste proiezioni escono due messaggi: uno amministrativo, perché siamo amministratori e vogliamo lavorare per la comunità della provincia di Roma, ma anche politico, perché questo è un grande test elettorale, su un elettorato molto vasto, da cui ne esce una classe politica pronta a governare un Paese normale e non una fabbrica di sogni e illusioni».
E con l'arrivo dei primi dati ufficiali, Massimo d'Alema ha commentato dalla festa organizzata a Roma a Piazza Santi Apostoli per Gasbarra: «La tendenza è omogenea in tutto il paese, dal Nord al Sud, c'è l'arretramento della destra, la disfatta del partito del presidente del Consiglio e c'è l'avanzamento del centrosinistra».

[ post inviato il 27 Maggio 2003 alle 12:47 - 2 commenti ] lascia un commento


26 Maggio 2003

Bisogna Saper Perdere.

In Sicilia trend inverso a

 

Enna, Caltanissetta e

 

Agrigento con

 

centrosinistra in testa


Proiezioni:

 


 


 

 

Gasbarra e Musotto vincono al primo turno
Partita apertissima a Brescia dove in un secondo turno che appare sempre piu' probabile saranno decisive le alleanze
 Roma, 26 mag.
Per Francesco MUSOTTO, della Casa delle liberta', e per Enrico GASBARRA, del centrosinistra, si profila concretamente la possibilita' di conquistare gia' da stasera e senza quindi la necessita' del ballottaggio rispettivamente la Provincia di Palermo e di Roma. In base alle ultime proiezioni della Nexus, il primo si attesta al 59,4 per cento contro il 37,3 di Luigi Cocilovo dell'Ulivo, mentre il secondo, con il 53%, scavalca il presidente uscente del centrodestra Silvano Moffa, fermo al 44,4.
Per quanto riguarda le altre province, per ora si conoscono soltanto i primi dati molto parziali. A Siracusa, con 63 sezioni scrutinate su 417, Vincenzo VINCIULLO del centrodestra ottiene il 52 per cento contro il 46,9 di Bruno MARZIANO del centrosinistra. In testa la Cdl anche a Catania (62,3 per Raffaele LOMBARDO contro il 34,1 di Claudio FAVA con 124 sezioni scrutinate su 1094).
Trend inverso ad Enna: dopo lo scrutinio di 31 sezioni su 226, centrosinistra al 59,3 con Cataldo SALERNO, contro il 38,1 di Ugo GRIMALDI. Ad Agrigento (28 sezioni su 506) Vincenzo FONTANA del centrodestra al 57,3, contro il 36,9 di Luigi BIRRITTIERI. Torna in testa l'Ulivo a Caltanissetta, dove i dati si riferiscono a 98 sezioni su 291: Filippo COLLURA e' al 52,5, Massimo DELL'UTRI al 39,6.
Ballottaggio in vista a Trapani, con Giulia ADAMO del centrodestra (senza An) al 47,7; Baldo GUICCIARDI del centrosinistra al 36,3 e infine Giuseppe BUONGIORNO, di An, al 16. 24 su 451 le sezioni scrutinate.
Infine a Messina 64,7 per cento per Salvatore LEONARDI della Cdl e 32,5 per Federico MARTINO, ma il dato e' riferito solo a tre sezioni su 583.
Sempre per le Province, a Massa Carrara, con piu' della meta' delle sezioni scrutinate, va verso la vittoria Osvaldo ANGELI del centrosinistra, al 54,2 per cento contro il 36,1 di Lucio BARANI. Nettamente in testa l'Ulivo anche a Benevento, dove l'uscente Carmine NARDONE e' all'81,8 per cento contro il 17,9 di Michele FELEPPA, con 52 sezioni su 338. Bene il centrosinistra anche a Foggia: con i dati di 63 sezioni su 691 guida Carmine STALLONE con il 54,9 su Paolo AGOSTINACCHIO, fermo al 44,4. Per quanto riguarda infine l'affluenza, il dato definitivo e' del 63,1, con un aumento dell'1,8.
Passando alle comunali, partita apertissima a Brescia dove in un secondo turno che appare sempre piu' probabile saranno decisive le alleanze. In base alle proiezioni il sindaco uscente dell'Ulivo Paolo CORSINI si attesta al 45,9 per cento, staccando nettamente Viviana BECCALOSSI, sostenuta da Fi, An e Udc, ferma al 32,2. Tuttavia, anche in vista di un eventuale ballottaggio, occorre considerare il dato del leghista Cesare GALLI, che raggiunge il 17 e di Mirko LOMBARDI di Rifondazione Comunista, al 2,9.
Restando al Nord, a Sondrio la candidata della Cdl Bianca BIANCHINI, al 53,7, scavalca il sindaco uscente del centrosinistra Angelo SCHIENA, fermo al 40,8. A Treviso invece Gian Paolo GOBBO, sostenuto dal sindaco uscente Giancarlo GENTILINI, dovra' probabilmente attendere il secondo turno per ottenere la poltrona di primo cittadino: e' al 43,9, contro il 36,8 di Marisa CAMPAGNER del centrosinistra e il 10,9 di Letizia ORTICA di Fi ed An.
Ballottaggio in vista a Pescara, dove si profila un testa a testa tra Carlo MASCI del centrodestra (48,8) e Luciano D'ALFONSO del centrosinistra (46,6).
Scendendo al Sud, sfiora la vittoria al primo turno con il 49.3 a Ragusa Antonio SOLARINO, del centrosinistra, contro il 45,7 di Domenico AREZZO, del centrodestra. Dati confermati dalle prime cifre relative a 39 sezioni su 71.
Per quanto riguarda gli altri comuni, a Vicenza il centrodestra avra' probabilmente bisogno del secondo turno per conquistare la citta', visto che Enrico HULLWECK, appoggiato da Fi, An e Udc, si ferma al 45,1 per cento, contro il 32,1 di Vincenzo RIBONI dell'Ulivo e il 8,4 di Stefano STEFANI della Lega. A Pisa passa al primo turno il sindaco uscente del centrosinistra Paolo FONTANELLI con il 55,3.
Infine in base agli exit poll a Messina e' in vantaggio Giuseppe BUZZANCA del centrodestra con una forbice compresa tra il 49 e il 53 per cento, contro il 45-49 di Antonio SAITTA. A Massa invece netto vantaggio per Fabrizio NERI dell'Ulivo (53-56 per cento) su Gerardo CIARLEGLIO della Cdl (22-25 per cento).
Per quanto riguarda l'affluenza, si attesta al 76,4 per cento, con il lievissimo calo dello 0,4 rispetto alle precedenti.

[ post inviato il 26 Maggio 2003 alle 23:51 - 1 commento ] lascia un commento

Memorial Day

 

 Memorial Day


Oggi negli Stati Uniti si festeggia il Memorial Day. E' una festa che, nata per onorare i caduti della guerra di secessione, si è poi trasformata nella celebrazione della memoria dei caduti americani di tutte le guerre. Questo blog si unisce nel tributo alla memoria di tutti gli americani morti nell'adempimento della ricerca, del perseguimento e della lotta per la libertà. E in particolare, questo blog si vergogna di tutti gli italiani che continuano a versare fango su coloro che sono morti per dare loro la possibilità di comportarsi in maniera così stupida. Never forget. Il nostro ringraziamento non morirà mai.

[ post inviato il 26 Maggio 2003 alle 17:59 - 3 commenti ] lascia un commento

Bisogna preoccuparsi.

 

Il presidente della ANM 


esponente di Magistratura Democratica


  dichiara che in Italia la magistratura non ha problemi.


             Bruti Liberati

 

Anm: Bruti Liberati


rieletto presidente.


ROMA  -- Riconferma alla presidenza dell'Associazione nazionale magistrati (Anm) domenica per Edmondo Bruti Liberati, sostituto procuratore a Milano ed esponente di Magistratura Democratica.

Bruti Liberati sarà alla guida di una giunta unitaria, il parlamentino ha decretato, infatti, il rientro nell'esecutivo di Magistratura Indipendente, coorente uscita l'anno scorso perché in disaccordo con lo sciopero di giugno.


Nella riunione di oggi, sono stati eletti anche Piero Martello (Movimento per la giustizia) alla carica di vicepresidente e Carlo Fucci (Unità per la Costituzione) come segretario generale.


In giunta anche Antonietta Fiorillo, vicesegretario e Sergio Gallo, come direttore del giornale dell'associazione.


Gli eletti hanno ricevuto tutti 32 voti sui 33 disponibili, scheda bianca da parte di Marco Cicala, membro di Magistratura Democratica, che ha dichiarato di essersi astenuto per "necessità di riflessione".


Prima di diventare presidente, Bruti Liberati era stato due volte segretario dell'Anm (nell'86 e nel '92). Magistrato dal 1970, ha sempre lavorato a Milano, prima come giudice penale, poi come magistrato di sorveglianza e, infine, come sostituto procuratore. È stato componente del Consiglio superiore per la magistratura all'81 all'86.


Bruti Liberati ha subito affermato, riferendosi alle dichiarazioni di Silvio Berlusconi e altri esponenti della maggioranza che nella magistratura italiana "non c'è nessun manipolo di magistrati di qua o di là, non c'è alcun cancro da estirpare".


Pronta la replica del portavoce di Forza Italia, Sandro Bondi: "anche oggi, con milioni di italiani alle urne, Bruti liberati ha sentito il dovere di parlare come fosse un politico. Questo vero e proprio cancro della democrazia noi lo estirperemo a favore di quella maggioranza dei magistrati italiani che non si sente rappresentata da Bruti Liberati".



[ post inviato il 26 Maggio 2003 alle 0:0 - 2 commenti ] lascia un commento


















































































































































































Postato da: Liberali a 00:53 | link | commenti (1) |

domenica, 25 maggio 2003

Nei regimi comunisti .

Nei regimi comunisti anche i Beatles erano proibiti.
SPETTACOLI
Primo viaggio e primo concerto in Russia dell'ex Beatle
McCartney, «Back in the Ussr» a Mosca
Putin lo ha ricevuto al Cremlino: «La vostra musica era una ventata di aria fresca negli anni del comunismo»
MOSCA - Un altro concerto storico per Paul McCartney dopo quello ai Fori Imperiali: diventa realtà il suo sogno di cantare nella Piazza Rossa. Un evento che, come gli ha assicurato il presidente russo Vladimir Putin prima del concerto, non sarebbe potuto succedere ai tempi dell’Unione sovietica quando la musica dei Beatles era vietata, perché giudicata «propaganda di un’ideologia straniera». E nel corso del quale McCartney esegue «Back in the Ussr», canzone che sembrava una surreale bizzarria all'epoca dei Fab Four e che ora diventa una specie di simbolo dell'evento.

McCartney ai fori imperiali .





 

CON PUTIN - Ora, naturalmente tutto è diverso e Putin ha accolto al Cremlino l’ex cantante del quartetto di Liverpool prima dello spettacolo, il cui palco è allestito di fronte alla cattedrale di San Basilio. Il cantante inglese, per la prima prima volta in Russia, ha chiesto a Putin se la musica dei Beatles fosse stata messa all’indice nell’Unione Sovietica. «Non era esattamente proibita. Ma il fatto che non ti veniva permesso di suonare nella piazza Rossa negli anni Ottanta dice molto», ha detto Putin a McCartney, e ha aggiunto che i Beatles, nonostante la disapprovazione ufficiale, erano molto ascoltati in Russia. «Erano molto popolari, erano come una ventata di aria fresca, come una finestra sul mondo».

Paul Mc Cartney in tour





BACK IN USSR - Nel corso della visita al Cremlino, a McCartney è stato chiesto il significato della canzone dei Beatles del 1968 «Back in the Ussr». Il cantante ha detto che l’Unione Sovietica era percepita come «una terra mistica a quell’epoca». «È bello vedere la realtà», ha aggiunto. «Ho sempre avuto il presentimento che la gente ha aveva un cuore grande. Adesso so che è vero».

Corriere

[ post inviato il 25 Maggio 2003 alle 17:41 ] lascia un commento

Nèstor Kirchner !


 

 

Dopo il governo di Centrosinistra

che ha portato la crisi economica e  sociale in Argentina .

Ci prova un Peronista.

Nèstor Kirchner :

COSI' RILANCERO' LA MIA ARGENTINA 
    Per rimettere in moto l'economia 
dell'Argentina ''manterremo l'attuale tasso di cambio libero e 
un interesse moderato''.

 Il programma di rilancio del neo 
presidente argentino Nestor Kirchner

- intervistato da 
REPUBBLICA -prosegue: ''daremo un forte impulso alle opere 
pubbliche, daremo un ruolo forte allo stato e incoraggeremo e 
appoggeremo le imprese nazionali capaci di migliorare  la loro 
produzione e di esportare''.

Kirchner lancia un segnale 
rassicurante ai 400 mila risparmiatori italiani che hanno 
investito in buoni del tesoro argentino:

 ''I risparmiatori 
stiano tranquilli - dice il neo presidente - perche' pagheremo i 
debiti. Se il processo economico si assesta intorno a un tasso 
di espansione del prodotto interno lordo  le condizioni per 
negoziare saranno meno rigide e cio' facilitera' un accordo 
innanzitutto con il settore privato e successivamente con il 
Fondo Monetario internazionale''.

 Nel programma di Kirchner 
rientra anche la lotta alla corruzione (''esistono gruppi e 
settori economici che hanno goduto di privilegi... comprato la 
politica, corrotto i dirigenti) il rafforzamento dell'Argentina 
nel Mercosur (Argentina, Uruguay e Paraguay) e la moneta unica 
in tutto il Mercosur''. 
 
    

[ post inviato il 25 Maggio 2003 alle 11:57 ] lascia un commento

E io ti blocco i soldi.

Finanziamento dei partiti europei An e Lega rischiano l’esclusione.

ROMANO Prodi potrebbe diventare il prossimo responsabile del finanziamento dei partiti politici europei? Non possiamo dirlo con certezza, ma se l'europarlamento voterà la relazione del socialdemocratico tedesco Leinen, probabilmente sarà il primo presidente della Commissione europea a gestirlo prima della fine ufficiale del mandato. Ieri la Commissione costituzionale del Parlamento europeo ha votato un rapporto sullo Statuto e il finanziamento (a fondo perduto) dei partiti politici europei che, se approvato, porterà 7 milioni di euro nelle casse delle formazioni politiche continentali, ma non ai partiti politici non affiliati alle grandi internazionali come quella socialista. Quindi Alleanza nazionale e la Lega ne resterebbero fuori. Un capolavoro dal punto di vista giuridico che ha visto a favore Socialisti (Pse), i liberali (Eldr), i comunisti (Gue) e Verdi.
I Popolari europei hanno mantenuto una posizione più prudente. La normativa entrerebbe in vigore dall'inizio della prossima legislatura e la Commissione esecutiva dell'Unione europea sarà determinante, come ente erogatore, nello stabilire la concessione del nuovo sistema di finanziamento. In passato la Corte di giustizia europea aveva criticato la prassi di finanziamento trasversale dei partiti europei dal bilancio dei gruppi politici del Parlamento europeo (relazione speciale 13/2000 Guc 28/6/2000).
Dopo le modifiche contenute nel trattato di Nizza che consentono di prendere decisioni a maggioranza qualificata (articolo 191, paragrafo 2), la Commissione europea ha presentato una proposta che recepisce i tentativi di stabilire un sistema di finanziamento per i partiti politici europei. Ma il Parlamento europeo non ha gradito il modo in cui la Commissione ha presentato il progetto di relazione. Secondo il relatore, «il progetto di regolamento crea false aspettative definendosi un regolamento "sullo statuto ed il finanziamento dei partiti politici europei", mentre in effetti propone semplicemente un modo di amministrare il finanziamento die partiti politici europei dal bilancio della Comunità». Già, perché la Commissione non ha pronto uno statuto dei partiti politici europei, mentre si propone di dare i soldi a questi partiti e forse potrebbe farlo addirittura prima di votare lo statuto dei deputati europei che introduce l'immunità degli europarlamentari sul modello del vecchio articolo 68 della Costituzione italiana.
Per quanto riguarda le responsabilità dei finanziamenti, è stato lo stesso relatore a chiedere «che la responsabilità di gestire le risorse finanziarie sia della Commissione, in modo da evitare l'impressione che i partiti già rappresentati nel Parlamento europeo possano esercitare un controllo sull'accesso al finanziamento».


































































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sabato, 24 maggio 2003

I Miracoli del CentroSinistra.


 

 

Il leader Udeur vuol tornare sindaco del suo paese
"Siamo stufi di essere i paria dell'Ulivo"
Miracolo di Mastella a Ceppaloni
contro i Ds e loro lo appoggiano
Il candidato dei Democratici di sinistra protesta
"Incredibile, il mio partito sta con il mio avversario"



CEPPALONI - Ma pecchè. "A Roma vado bene. A Benevento, per sostenere il presidente ulivista della Provincia, benissimo. E a Ceppaloni, il paese mio, col 40 per cento, no, non vado più bene. Ma pecchè?". Così Clemente Mastella parlò un bel giorno di primavera inoltrata "ai signori del centrosinistra, che a noi dell'Udeur ci trattato da paria", e Rutelli, Fassino e gli altri capirono che ne avrebbe fatta un'altra delle sue. Un'altra anomalia Mastella. Offeso e risentito per il gran rifiuto alla candidatura, è partito alla riconquista di Clemente City, impropriamente conosciuta come Ceppaloni, 3500 anime che però non sono più tanto fedeli al signore dell'Udeur come ai bei tempi.

Una volta, siamo a cavallo fra la fine degli '80 e i primi del '90, Clemente I regnò per un quinquennio sul borgo ai piedi di un castello e immerso nei filari di vitigni pregiati, al contempo organizzando truppe mastellate per il vicerè De Mita, suo altezzoso protettore. I tempi ahimè cambiano. Con Ciriaco ormai manco si rivolgono la parola, "i rapporti traduce più soamente Mastella sono inesistenti", e si fanno la guerra in tutta la Campania. E Clementopoli, dopo aver guardato nelle casse che il sindaco lasciò a secco, in più di un'occasione gli ha voltato le spalle. Lanciò i suoi fedelissimi alla riconquista della rocca municipale e per due volte vennero disarcionati da quell'ex comunista di Nino Rossi, diessino barbuto e orgoglioso del suo passato falce e martello, che ora torna in campo per la riconferma dopo sei anni da primo cittadino di Ceppaloni.



Mastella ci teneva tanto, "Rossi ha combinato un disastro, pensate che ci sono contrade senza acqua e senza luce". Ma il sindaco uscente si è rivelato un osso duro, e sul segretario dell'Udeur si è chiusa una tenaglia politica nazionale. Morale della favola: Mastella è sceso nell'arena appoggiato da Forza Italia e dallo Sdi, lista "Ceppaloni al centro", contro Rossi che ha dalla sua parte il centrosinistra e Rifondazione, lista "Unione democratica per Ceppaloni". Ma non lo sostengono trattandosi di storie mastellate non possono che farsi ingarbugliate i ds regionali e provinciali.

Rossi è amareggiato, "il mio partito fa la campagna elettorale per il mio avversario, e per protesta mi sono autosospeso dall'incarico di presidente provinciale della Quercia di Benevento". Gianfranco Nappi, bassoliniano, il segretario regionale campano ds, conferma: "Politicamente appoggiamo Clemente, è inspiegabile che il centrosinistra non abbia accolto la sua candidatura a sindaco. Però lì non c'è il centrosinistra contro il centrodestra. Lì c'è una disfida pro o contro Mastella".

Ma la ragnatela è un po' più complessa. Il segretario dell'Udeur, per aprirsi la strada verso la rocca di Ceppaloni, l'aveva tessuta con pazienza. A cominciare dall'armistizio con il governatore regionale, che con De Mita e lo stesso Mastella forma il triangolo del litigioso potere campano: Antonio Bassolino. Oggi Clemente infatti ne parla quasi con affetto, "sì, con Antonio i rapporti sono molto corretti", ma l'inverno scorso dopo averlo tenuto per mesi sulla corda gli mandò in crisi la giunta regionale. La motivazione del golpe sempre quella: "Non sono io che alzo il prezzo ma sono gli altri che mi tirano calci". De Mita, la Margherita, il chiodo fisso. "Io in Campania sto all'8-10 per cento, la Margherita al 13, pare. Solo che per me restano sempre le briciole. Ma pecchè?".

Alla fine incassa il vicepresidente del consiglio regionale, e un nuovo assessore. E firma la tregua con don Antonio. Nel patto finisce anche la presidenza della Provincia di Benevento, Clemente si impegna ad appoggiare l'uscente ds Carmine Nardone. Ma, ecco, chiede e ottiene dai ds regionali l'appoggio alla sua di candidatura, a Ceppaloni appunto, dieci minuti di macchina dal capoluogo. Senza però fare i conti con Ciriaco e con Rutelli. Che al leader del Campanile non perdona l'attacco permanente alla sua leadership, dietro il quale sospetta si nasconde una possibile intelligence con il nemico Berlusconi.

Alla Margherita hanno stilato la lista delle anomalie di Clemente, che non si esauriscono nel casus belli di Ceppaloni. Mastella sta con il centrosinistra per la Provincia di Palermo ma con il centrodestra per quella di Catania, schierato con Luigi Cocilovo da una parte ma dichiarando guerra a Claudio Fava dall'altra. A Casoria, la sesta città della Campania, ha sbarrato la strada con il capo locale dell'Udeur al candidato sindaco della Margherita. Stessa musica dalle parti di Crotone, dove in pista contro l'uomo di Rutelli è sceso il segretario provinciale Udeur.

"La verità è che ho presentato liste con il centrosinistra in 70 città italiane sopra i 15 mila abitanti. E l'Udeur dopo il 25 maggio diventerà nel Sud il terzo partito del centrosinistra. Hanno provato a distruggerci fisicamente, ho pagato il prestito d'onore dei vari Cardinale, Loiero e soci passati con la Margherita. Non ci avranno". Intanto, fra l'inaugurazione di un supermarket, il giro a tappeto delle cantine sociali, una cresima e cento comizi, cerca di far tornare la bianca bandiera di re Clemente su Ceppaloni. Con Rossi è guerra anche a colpi di querela. Mastella - accusa il sindaco uscente - "vuol tornare al Comune per mettere le mani sui 100 miliardi di lire del piano territoriale, 500 nuovi posti per 27 aziende". Il segretario dell'Udeur è andato dall'avvocato, "sui soldi non si scherza: non sarà il Comune a gestire il piano territoriale ma una società mista". Dalla villa sua, in cima al verde cucuzzolo, certificato finalmente che la piscina è a forma di conchiglia e non di cozza, punta il dito e gonfia il petto di orgoglio sannita: giusto sotto casa passano le forche caudine, i romani si presero qui la leggendaria legnata imbottigliati nella valle stretta come un nodo scorsoio.

Oggi che nei vigneti da imbottigliare ci sono la Falanghina e l'Aglianico, e ondeggiano le piante di tabacco per i toscanelli all'anice, Clemente sogna una storica rivincita. Tornare a fare il sindaco e soprattutto continuare a far ballare i colleghi segretari romani al ritmo dell'anomalia-Mastella. Ceppaloni, madre di tutte le battaglie. Se la perde, brucia non la fascia tricolore, cui pure a suo tempo ambì anche la moglie Sandra, ma il bastone da segretario dell'Udeur e ciò che ha di più caro: il potere di veto sotto l'Ulivo.

(21 maggio 2003)

































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giovedì, 22 maggio 2003

Paolo Longo TG -Rai

 
E' piu' facile far passare una corsa di cammelli per la cruna

 di un ago che vedere un servizio corretto di

Paolo Longo sulle reti Rai.

 

Dr. Yosef Tiles Scriveva
 

E' piu' facile far passare una corsa di cammelli per la cruna di un ago che vedere un servizio corretto di Paolo Longo sulle reti Rai.
Ieri sera, venerdi' 09/05/03 dopo le ore 23,00 ,nel corso del settimanale della Rai 1 TV7, e' stato mandato in onda un servizio di Paolo Longo su una corsa di cammelli avvenuta nel deserto israeliano del Negev.
La corsa vedeva la partecipazione di cammellieri beduini israeliani e loro colleghi ebrei israeliani amanti del deserto.
Il filmato  e' servito a Paolo Longo  unicamente per demonizzare, come sua abitudine, il governo israeliano.
Infatti il giornalista Rai ha piu' volte ripetuto che il governo israeliano confisca le terre dei beduini.
I beduini sono notoriamente un popolo nomade, pertanto non legato ad un preciso appezzamento di terra, ma che per sua caratteristica si muove su un territorio di vaste dimensioni, non di sua proprieta'.
Inviamo a Paolo Longo le definizioni dello Zingarelli delle parole beduino e nomade, pregandolo di documentarsi.
Beduino: abitante del deserto.nomade arabo delle steppe dei deserti del medio oriente e dell'africa settentrionale .
Nomade: popolazione che non ha dimora fissa e stabile. chi muta spesso luogo di residenza.

 

Risposta di Paolo Longo

NEI DUE ANNI CHE HO TRASCORSO IN MEDIORIENTE SONO STATO ACCOMPAGNATO DALLE LETTERE SUE E DI ALTRI "OSSERVATORI" COME LEI E LE DEVO CONFESSARE CHE SONO STATE UN INTERESSANTE CONFRONTO. NELLA MIA CARRIERA DI GIORNALISTA NON HO MAI INCONTRATO TANTA IGNORANZA, FALSITA, APPROSSIMAZIONE, MANCANZA DI COMPRENSIONE DELL'ESISTENZA STESSA DI VOCI DIVERSE, VOGLIA DISOPRAFFAZIONE E ASSOLUTA INCOMPRENSIONE DEL LAVORO DI GIORNALISTA COME QUELLA CHE TRASUDA DALLE SUE LETTERE. SE LEI FOSSE UNO CHE PENSA AL DI LA DEL PROPRIO NASO SI SAREBBE ACCORTO CHE NEGLI ULTIMI ANNI QUALCOSA DI PIUTTOSTO INTERESSANTE E ACCADUTO AL MONDO DEI NOMADI NEL DESERTO DEL NEGEV. MOLTE COMUNITA SONO DIVENTATE STANZIALI, HANNO COSTYRUITO SULL ATERRA CHE ABITANO PRATICAMENTE DA SEMPRE COMUNITA FATTE DI BARACCHE E TUTTE DOTATE DI REGOLARE MOSCHEE PER ALLEVIARE LE CONDIZIONI DI VITA SEMPRE PIU DIFFICILI E SEMPRE MENO ADATTE AI TEMPI DEI BEDUINI. E SI, IL GOVERNO ISRAELIANO HA MANDATO LE RUSPE ANCHE CONTRO LE MOSCHEE DI QUESTE COMUNITA AL PUNTO DA INDURRE GRUPPI DI RABBINI ( CON UNA VISIONE DEL MONDO MENO RAZZISTA DELLA SUA )A PARTECIPARE ALLA RICOSTRUZIONE DEI LUOGHI DI CULTO. E ALLORA GENTILE SIGNORE, IO HO FATTO UN SERVIZIO CORRETTO PERCHE RACCONTAVA LA SITUAZIONE IN MODO ARTICOLATO E COMPLETO E LEI COME SEMPRE SI E ACCONTENTATO DELLE INFORMAZIONI CHE LE DERIVANO DA FONTI INTERESSATE E DISTORTE.

 

Rispondono


 

Risposta alla lettera del giornalista Rai Paolo Longo.

Per confutare le sue affermazioni sulla sua correttezza professionale e' sufficiente far ricorso a qualcuno dei suoi servizi:
ad esempio quello trasmesso in prime time sulla strage di Neveh Shaanan a Tel Aviv nel gennaio di quest'anno, non e' tanto lontano, Lei dovrebbe ricordarsene di sicuro, o comunque non dovrebbe esserle difficile cercarlo negli archvi Rai.
Ebbene Lei cominciava il servizio parlando abbastanza brevemente dell'attentato perpetrato da 2 terroristi(termine mai usato da Lei riferito a chi assassinava civili israeliani) suicidi, poi passava subito all' "inevitabile" rappresaglia israeliana facendo vedere una casa distrutta, dopodiche' tornavano delle immagini di feriti, soltanto che erano i feriti israeliani dell'attentato precedente!!!!, non certo dei palestinesi, perche' nella "terribile rappresaglia" era stata distrutta una casa vuota.
Chi come noi ( troppo pochi) conosce le scritte, le divise, le targhe delle auto ha capito l'inghippo, tutti gli altri italiani ( milioni) hanno creduto invece che  la rappresaglia israeliana fosse stata molto piu' sanguinosa dell'attentato terroristico palestinese, che come tanti altri attentati terroristici Lei  e' riuscito  a far passare in secondo piano.

Forse io non so cosa sia  giornalismo, ma questo suo  e' sicuramente manipolazione della verita' al fine di favorire una parte e demonizzare l'altra.

Per quanto riguarda i beduini,  Lei e' sicuro che si siano sistemati su terre di loro proprieta'(intendo registrate al catasto israeliano, chiamato Tabu cosa che Lei dovrebbe sapere) o su terre demaniali?
Dove crede che si possano accampare i Rom o i Sinti in Italia? Dove vogliono?Anche nel giardino di casa sua? o piuttosto in aree prestabilite dai comuni dove comunque gli abusi edilizi, siano essi case o chiese o moschee o sinagoghe non vengono tollerati piu' che in Israele?

Per quanto riguarda i rabbini, io non ricordo un suo servizio ne' su quelli che aiutano a ricostruire le sinagoghe distrutte  dai terroristi palestinesi  o  le moschee,ne' su quelli che manifestano contro il terrorismo,  cosi' come non ricordo che Lei abbia sottolineato che i tanto "maltrattati" beduini combattono a fianco degli israeliani contro il terrorismo palestinese, fatto per il quale hanno pagato un alto contributo di sangue anche negli ultimi 2 anni, fatto sicuramente molto piu' importante di una pittoresca, interculturale, ma inutile corsa di cammelli.

Anche questo testimonia che Lei ha descritto il mediooriente non come e', ma attraverso una lente deformata da pregiudizi.

Le faccio i migliori auguri per il suo nuovo incarico,che mi dicono sia in Cina.

Passo il testimone  ai miei amici cinesi  che mi hanno promesso di seguire i suoi servizi per verificare se saranno fuorvianti come quelli  precedenti, o se e' stato un privilegio riservato agli israeliani.

Dr. Yosef Tiles
Dr. Claudia Collina
cammelli per la cruna di un ago

Risponde anche :Roberto


 

Signor  Paolo Longo,
Yosef Tiles può scrivere cose di parte che le piacciono oppure no, la cosa non mi interessa, non è un giornalista con obblighi deontologici di correttezza e di obiettività che invece da lei io e molti si aspettano.
Quando invece un giornalista noto come lei scrive nella forma e nella sostanza quanto ho letto ed in calce riporto, e questo non è l'unico caso, 
si fanno giocoforza strada alcune ipotesi :
o lei ha gettato nel cestino la tessera dell'Ordine dei Giornalisti ,
o ha purtroppo un Alzheimer avanzato ,
oppure ... il codice penale mi impedisce di insinuare ....

Perché tanta faziosità, assenza di obiettività e informazione a senso unico nei suoi servizi ?

Roberto  Genova

Risponde anche: Vittorio

 

Signor  Paolo Longo.
Le ricordo che lei  è un giornalista  RAI.
Noi tutti le paghiamo uno stipendio, non per avere dei  giudizi personali e faziosi ,ma cronaca ,solo e sacrosanta cronaca dei fatti che accadono .
 A noi quello che lei pensa non ci interessa.


Risponde Paolo Longo
a lei le mie opinioni non interessano, a me non piace essere insultato e diffamato da un gruppo ristretto e ben organizzato. per due anni ho subito un linciaccio personale e professionale che va molto al di la della decenza e rientra decisamente nella diffamazione. lei mi ha convinto, da ora in poi niente commenti e molte querele.
paololongo
 

Risposta di Vittorio

 


Querele ?

E su che basi ?

Pretendiamo solo che lei faccia il giornalista imparziale,

Pretendiamo troppo?

Vendere la RAI.

The End

 

&

 


E' piu' facile far passare una corsa di cammelli per la cruna

 di un ago che vedere un servizio corretto di

Paolo Longo sulle reti Rai.

Alla prossima.































































































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mercoledì, 21 maggio 2003

 Vergognosa Magistratura.

 

 


 

 

Scarcerato Enzo Brusca 

 

Enzo Salvatore Brusca, nel giorno dell'arresto nel 1996
Pentito di mafia dal 1996 ed ex primula rossa del clan dei corleonesi, gli arresti domiciliari al boss che sciolse nell'acido il figlio di nove anni di Santo Di Matteo hanno suscitato la vibrante indignazione anche della sorella di Falcone 
«Esiste una legge premiale per il collaboratore di giustizia che contribuisce con le sue rivelazioni a portare avanti le inchieste su Cosa Nostra». Con queste parole, che non mancheranno di suscitare polemiche, il procuratore di Palermo Pietro Grasso ha cercato, codice alla mano, di far digerire all'opinione pubblica l'inquietante (quanto legalmente ineccepibile) decisione del giudice di sorveglianza del tribunale di Roma di concedere gli arresti domiciliari al pentito di mafia e pluriomicida Enzo Salvatore Brusca. Figlio del capomandamento di San Giuseppe Jato, Bernardo, legato sin dai primi anni 80 al clan dei corleonesi di Salvatore Riina, Enzo Brusca era stato arrestato il 20 maggio 1996, in provincia di Agrigento, insieme al fratello Giovanni, il pianificatore della strage di Capaci dove trovarono la morte il giudice Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta.
Nell'ottobre dello stesso anno, tra reticenze e contraddizioni, aveva cominciato insieme al fratello a collaborare con la giustizia raccontando agli inquirenti una serie di particolari sui rapporti tra mafia e politica che si rivelarono durante il dibattimento privi di organica credibilità. La scarcerazione del fratello di San Giovanni Jato ha suscitato anche allarmatissimi commenti nel mondo politico, dalla Lega Nord («La scarcerazione di Brusca è una cosa che grida vendetta al cielo», Roberto Calderoli) fino ai Verdi («Va rivista la legislazione dei pentiti», Paolo Cento) e a AN («Evento incomprensibile», Mario Landolfi. «Nessuna collaborazione di giustizia può giustificare la scarcerazione di colui che ha ucciso nell'acido il piccolo Giuseppe Di Matteo »- figlio di 12 anni di Santo, un noto pentito di mafia ndr -, Salvino Caputo, sindaco di Monreale).


UN «REGALO» A GIOVANNI FALCONE


«A pochi giorni dall'undicesimo anniversario della strage di Capaci, è il più bel 'regalo' che si potesse fare a mio fratello Giovanni». Ma il commento più amaro è proprio quello rilasciato dalla sorella del giudice trucidato dalla mafia nel 1993, l'uomo che, più di ogni altro, grazie a un lavoro d'inchiesta, alla collaborazione del compianto Paolo Borsellino e a un meticoloso utilizzo dei pentiti di mafia (su tutti, Tommaso Buscetta), aveva contribuito negli anni 80 a svelare le vaste connivenze tra il sistema siciliano e il clan di Salvatore Bontate, figlio del capomafia Paolino Bontà e avversario dell'ascesa in seno alla Cupola dei feroci Corleonesi di Riina e degli stessi fratelli Brusca.

Dentro Cosa nostra, negli anni 80, il vero boss era Giovanni, il fratello di Enzo, anche lui pentito a intermittenza, il più temuto, tanto che si era guadagnato il triste nomignolo di scannacristiani. Ma fu Enzo, ora agli arresti domiciliari, a sciogliere nell'acido il figlio dodicenne del pentito Santo Di Matteo. Un omicidio, ammesso davanti ai giudici, che indignò la coscienza civile degli italiani e che ancora oggi mette i brividi.
Fu invece Giovanni, insieme a Leoluca Bagarella, a organizzare e attuare la strage di Capaci che diede il via all'offensiva dei corleonesi contro uno Stato che in altre epoche aveva mantenuto un atteggiamento ambiguo nei confronti della mafia. Ciononostante, secondo quanto riferiscono i più noti mafiologi italiani, tra i due capi di San Giovanni Jato, figli dell'ex amico di Salvatore Giuliano, Bernardo Brusca, c'era un rapporto di complicità, di correità tale, radicato nella storia familiare e in quella che Leonardo Sciascia aveva definito sicilitudine, che li rendeva l'uno - anche fisicamente - lo specchio dell'altro. La scarcerazione del pluriomicida Enzo Brusca non è una buona notizia




















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lunedì, 19 maggio 2003

"Fidel non vuole".


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 «Fidel non vuole»
Cuba: oscurato sito dissidente
È durato una settimana. Sette giorni dopo la sua messa online Cubaicei.org è stato bloccato. O meglio, secondo la denuncia della donna che l'ha creato, ora le sue pagine sono visibili solo dall'esterno dell'isola. Si tratta del primo sito dissidente di Cuba, e sarebbe stato censurato dalle autorità governative.

Adesso, l'anticastrista Martha Beatriz Roque - 56 anni, direttrice dell'Instituto Cubano de Economistas Independentes - già incarcerata in passato, rischia di subire ulteriori sanzioni. Ma cosa contengono di tanto scottante le pagine di Cubaicei? Critiche taglienti alla politica economica di Fidel Castro, in primis, ma anche all'ottimismo propagandistico divulgato dai siti e dai giornali ufficiali. Oltre a ciò, o forse soprattutto, una nutrita comunità virtuale che utilizza la rete per scambiare informazioni e chiedere aiuti all'interno e all'esterno dell'isola.
Qualche esempio: sulla home page spicca un link che porta al registro delle organizzazioni cubane indipendenti in rigoroso ordine alfabetico, mentre un altro conduce il navigatore all'elenco di altri siti che parlano dell'isola (preferibilmente se antagonisti al regime…). Condiscono il tutto, i documenti e gli articoli dei membri dell'Instituto, così come la sezione di "informazione socio economica indipendente".
Per mettersi in contatto con le anime di Cubaicei, Martha Beatriz Roque in testa, è sufficiente mandare un'e-mail. «Grazie per aver visitato il nostro sito - si legge nella pagina dei contatti - che è stato pensato per coloro che cercano la verità. Se credete di appartenere a questa categoria di persone, la vostra opinione e i vostri suggerimenti saranno sempre presi in considerazione. Grazie ancora… per la Libertà Definitiva».
Sarà stato questo a far arrabbiare Fidel? O forse il fatto che la maggior parte dei soldi usati per finanziare il sito provengono dagli Stati Uniti?

http://www.cubaicei.org/                     

 Il sito dissidente

http://www.cubanet.org/                      

Notizie dall'Isola

http://dfn.org/focus/cuba/cubafour.htm  

Anticastristi di Rilievo

















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domenica, 18 maggio 2003

 
Per tutti i Terroristi Islamici e Amici!
Jihad This!
 

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sabato, 17 maggio 2003

La Magistratura è Indipendente .

Da chi e da cosa.



Le liste in campo nelle ultime elezioni del «parlamentino» dell'Associazione nazionale magistrati erano cinque. Risultati, nuovi equilibri, confronti con il passato
Alle elezioni per il rinnovo del cosiddetto «parlamentino» dell'Associazione nazionale magistrati (Anm) hanno vinto le correnti di sinistra. Le elezioni per il rinnovo dei 36 membri del Comitato centrale direttivo si sono svolte dall'11 al 13 maggio e hanno coinvolto 7.359 elettori sui circa 9 mila aventi diritto.
Le tre correnti di sinistra complessivamente ottengono 3.403 voti e 17 seggi contro i 2.693 suffragi e i 14 seggi conseguiti nelle elezioni del 1999 (vedere la scheda in basso).
I moderati, che pure conservano una teorica maggioranza di 19 seggi, ma sono divisi, hanno ottenuto 3.869 voti contro i 3.980 di quattro anni fa.
Le liste in campo in queste ultime elezioni erano cinque. Due quelle moderate: Magistratura indipendente (Mi) e Unità per la costituzione (Unicost). Tre quelle di sinistra: Magistratura democratica (Md), Movimento per la giustizia e Articolo 3, che si presentava per la prima volta. Nel precedente comitato direttivo i 36 seggi nel Ccd erano così distribuiti: Unicost 14; Md 10, Magistratura indipendente 8; Movimento per la giustizia 4.
In questa tornata elettorale i moderati di Magistratura indipendente, l'unica corrente che non fa parte della giunta esecutiva dell'Anm, hanno perduto un seggio. Ancora peggio è andata a Unicost, che conserva la maggioranza relativa dei voti, ma ha dovuto cedere due seggi.
SCELTA DI PRESIDENTE E GIUNTA
Sul fronte opposto, Md, tradizionale corrente dei magistrati progressisti, conserva i suoi 10 seggi, mentre avanzano le altre due componenti, ancora più a sinistra: il Movimento per la Costituzione passa da 4 a 5 seggi e due ne ottiene Articolo 3, che si presentava per la prima volta alle elezioni. Particolarmente significativa è stata l'affermazione di Md a Milano, dove è prima con ben 241 voti su 634 magistrati votanti.
Il Ccd adesso dovrà scegliere il presidente e gli altri sette membri che compongono la giunta esecutiva dell'Associazione nazionale magistrati.
Per il vertice dell'associazione, il favorito pare l'attuale presidente dell'Anm, il milanese Edmondo Bruti Liberati (Md), che ha ottenuto un migliaio di preferenze.
VOTI E SEGGI NEL COMITATO DIRETTIVO DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI
VOTI 1999VOTI 2003SEGGI*
MAGISTRATURA
INDIPENDENTE1.4481.3817 (8)
UNITÁ PER
LA COSTITUZIONE 2.5322.48812(14)
MAGISTRATURA
DEMOCRATICA1.8581.97610(10)
MOVIMENTO
PER LA GIUSTIZIA8351.0655 (4)
ARTICOLO 3- 362 (2)

*traparentesi, i seggi ottenuti nel comitato direttivo centrale del 1999


























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E' uscito pazzo Miccichè, o noi?
A milioni di cittadini elettori ieri gli ha fatto male qualcosa o qualcosa ha fatto male a Miccichè?
Questa mattina è andata in onda su RadioRadicale una intervista a Claudio Fava, candidato a Catania per le provinciali, ex deputato della Rete, segretario regionale dei Democratici di Sinistra, giornalista, opinionista e chi più ne ha più ne metta. Nel corso della intervista curata da Sergio Scandurra, oltre alle fighissime chicche politiche su come si stanno muovendo i candidati del centrodestra nei confronti dei candidati del centrosinistra, cioè negando i consueti confronti elettorali, si è appresa una vera chicca "istituzionale" (anzi, a mio parere, una vongola istituzionale di dimensioni stratosferiche. Una vongolona, -gentile eufemismo per tenermi nei ranghi del linguaggio istituzionale onde evitare le Morminiane patrie galere).
Veniamo alla vongolona istituzionale: L'attuale vice ministro dell'Economia e delle Finanze, nonchè coordinatore di Forza Italia sicula, Miccichè, ha dichiarato Urbi et Orbi, alla RAI: -Ho la porta sempre aperta ai Sindaci siciliani del centrodestra che vengono a chiedere le deleghe straordinarie, ma le porte le tengo sempre chiuse per i sindaci del centrosinistra.- E bravo il vice ministro! Milioni di persone si stanno domandando se hanno capito male loro, perchè gli ha fatto male una vongola, o se hanno capito bene, e, la "vongola", ha fatto male a Miccichè.
P.S. Non stupiscano i giudizi, alterni, verso la politica di destra o di sinistra: Noi cittadini ed elettori, sani, non guardiamo a nè siamo posseduti da ideologie fuorvianti da militanti-militonti. Badiamo al sodo e, guarda un po', alla correttezza istituzionale sostanziale e formale e a che non ci si combinino troppe vongolate sulla testa.
Per ora, non siamo diventati pecore ammaestrate, poi, chissà, si vedrà come butta.
Miccichè.... Miccichè........ Mizzica!!!!
Giuliana D'Olcese.

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Quando Scalfari difendeva il suo padrone dagli attacchi della magistratura,
Carlo De Benedetti,
nella sua lunga carriera di perdente di successo, ha seminato bugie memorabili. La qual cosa non sarebbe rilevante, se non attenesse proprio al difetto, quello di voler strafare, stravincere, straguadagnare, che è appunto, la causa delle dolorose sconfitte tutte sul fil di lana ed anche, purtroppo, delle numerose tentate vendette.
L'ingegnere, infatti, non sa perdere. Il 30 aprile 1993, invece di godersi lo spettacolo dei suoi avversari politici, eliminati chirurgicamente ad uno ad uno per mano giudiziaria, rilascia una dichiarazione ad effetto: "
Tangenti? Mai pagate" E, forse per meritarsi il premio "Pinocchio dell'anno", si mette a stradire, sottolineando " di non aver mai corrisposto finanziamenti ai partiti politici o ad entità ad essi collegate" Tutti gli altri si; lui, Sme-morato, mai e poi mai. Uniche tangenti conosciute, quelle geometriche e trigonometriche.
Trascorrono due settimane e, il 17 maggio 1993, si deve rimangiare tutto.
Le cronache d'allora raccontano: "L'ingegnere ha incontrato i giudici consegnando loro un memoriale sulle tangenti pagate dalla Olivetti. De Benedetti: mia ogni responsabilità"
Un altro si sarebbe vergognato, non delle dazioni, ma d'esser stato beccato in flagranza di menzogna. Lui no.
Due giorni dopo, il 19 maggio1993, dichiara, anzi, con orgoglio: "Se dovessi rifare tutto di nuovo, lo rifarei : pagherei le tangenti..".
Sull' Espresso Giampaolo Pansa, per quanto può, cerca subito di salvarlo dal ridicolo, allestendo una scenataccia a mezzo stampa, con provvidenziale lieto fine, baci, abbracci, tarallucci, vino e perdono. Comunque Pansa, forse per assonanza, gli chiede, lì, e subito, conto di quella panzana.
Chi non gli chiede nulla è, invece, Eugenio Scalfari, il più tetragono ed acritico avvocato dell'ingegnere.
Adesso che si parla di Sme, consiglio di andare a rileggere un editoriale di Eugenio Scalfari ( Repubblica 8/9 dicembre 1985 ) nel quale, pur di salvaguardare gli interessi di famiglia, l'allora direttore di Repubblica, si scaglia come un delegittimatore forsennato contro i giudici che indagano sullo strano accordo Prodi - De Benedetti. All' epoca naturalmente nessuno a sinistra si preoccupava di difendere l'autonomia dei magistrati, nè la legittimità e per questo Scalfari potè scrivere: " non mancano purtroppo i giudici affiliati a questo o quel padrino politico, esibizionisti in cerca di pubblicità a buon mercato, megalomani posseduti dal fascino delle "manette facili" [sic!] ... Molti mesi fa il presidente dell'Iri..vendette la Sme alla società privata Buitoni ...Tutto sembrava concluso...quando il presidente del Consiglio sollevò un caso: il prezzo pattuito non gli sembrò equo. Chiese un supplemento di istruttoria e nel frattempo bloccò l'operazione - il sottosegretario alla presidenza del Consiglio [Amato] giunse a prospettare guai giudiziari se si fosse proceduto ad una "vendita incauta"...Passarono poi mesi di dispute politiche e legali. La Procura della Repubblica di Roma ( Sensi, Infelisi ) aprì addirittura un'inchiesta, tutt'ora in corso, per indagare sulla liceità del contratto Iri-Buitoni" Scalfari - la faziosità acceca - da un lato non nomina mai De Benedetti, nascosto sotto il variamente citato marchio Buitoni, dall'altro, fa anche una predizione del tutto sballata: "La Sme non se la comprerà nessuno, oppure qualcuno la comprerà a prezzi di svendita", mentre la "svendita" porterà 2000 miliardi in più alle casse dello Stato.
La seconda chicca riguarda il breve arresto di De Benedetti per la vicenda delle forniture Olivetti alle nostre povere Poste. Scalfari, autoelettosi da tempo supremo guardiano dell'autonomia della giusdizione "contro le intimidazioni reiterate e pubbliche del capo del potere esecutivo", cioè Berlusconi, appena gli arrestano l'editore, che fa? Si rimette al corso della giustizia? Evita di interferire?
Macchè, prende il telefono e aggredisce il procuratore della Repubblica di Roma, Vittorio Mele, il quale ha raccontato: "Scalfari... mi raggiunse sul mio telefono cellulare.. Senza naturalmente porsi neppure la domanda se ne avesse il diritto o se fosse opportuno o conveniente il suo modo di agire, mi chiese conto, con tono alterato, delle ragioni...dimenticando, come avrebbe poi sempre ricordato per le tante vicende milanesi di Tangentopoli, che l'arresto era stato disposto dal gip"
Solo l'Espresso, se possibile, fa di meglio. Sul fascicolo del 14 novembre 1993, uno strillo in prima pagina dà la notizia dell'arresto dell'Ingegnere in questo modo: " De Benedetti a Roma"
Da annotare su Sme-moranda
Giancarlo Lehner - Il Giornale














Postato da: Liberali a 17:55 | link | commenti |

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